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Tragedia questo pomeriggio nella strada statale 125, nel tratto a scorrimento veloce all’interno del territorio comunale di Girasole.

Per cause ancora da accertare un cittadino tedesco ha perso il controllo della sua moto ed è caduto rovinosamente sull’asfalto.

A seguito dell’impatto il centauro ha perso la vita.

Sul posto sono intervenuti i militari del Norm di Lanusei per i rilievi di legge.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

La gara tecnicamente più tosta è stata la C140 Gran Premio Fise Sardegna. Doppietta per Gianleonardo Murruzzu: che grazie a una seconda manche senza errori ha vinto in sella a Taissa Sarda e portato al secondo posto Israel, che ha impiegato appena 19 centesimi in più per completare il percorso. Terzo e quarto posto di Antonio Murruzzu rispettivamente con Hurricane J. e Tiberio, 3 secondi più veloce del binomio Luca Riccardi su Thiana Baia.

Riflettori puntati anche sulle due gare che servivano per conquistare l’accesso alla Coppa del Presidente che si svolgerà in autunno a Piazza di Siena a Roma. Antonio Meloni (Circolo Ippico Is Arenas) ha vinto in sella a Garsinia del Sole sia la C125 di sabato sia la C125/130 di domenica a fasi consecutive. Da segnalare il quarto e secondo posto nelle due giornate di Giorgio Laconi (Li Tauli) su Alys Jvh Z. il secondo e quindo posto di Camilla Crabuzza su To Be Magic e il quinto e terzo posto di Anna Modoni (scuderie De Bois) su Green Land Ma.

Tra gli altri risultati da segnalare il successo di Antonio Murruzzu su Tiberio nella C135 a fasi consecutive e di Francesco Iriu su Zuleika nella C135 mista che è risultato così il migliore nei 7 anni del Trofeo Agris.

Il presidente della Fise Sardegna Stefano Meloni esprime la sua soddisfazione: “I numeri dei partecipanti ormai sempre consistenti e l’apprezzamento degli addetti ai lavori testimoniano della qualità del lavoro fatto grazie alla collaborazione tra Fise Sardegna e Agenzia Agris col contributo della Regione Sardegna. Ora stiamo raccogliendo le firme per spingere la presentazione in Consiglio regionale della proposta di legge 42, che prevede norme per il riordino del settore ippico ed equestre. La proposta ha già avuto il via libera dalla Commissione Bilancio e dalla Commissione attività produttive. Questa legge e il finanziamento previsto consentiranno di poter fare una programmazione pluriennale e di far crescere ulteriormente il settore”.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Nei giorni scorsi quattro giornalisti della testata online Sardinia Post sono stati licenziati. La redazione, composta da 7 giornalisti, è stata quindi più che dimezzata.

Si tratta solo dell’ultimo episodio in ordine di tempo che mostra le difficoltà economiche e di sostentamento che l’editoria isolana online si trova a dover affrontare. Difficoltà che ricadono prima di tutto sui professionisti dell’informazione, costretti a dover ripensare improvvisamente la propria carriera e la propria vita, ma che influenzano negativamente anche le stesse aziende editoriali, costrette da una situazione congiunturale difficile e iniqua a prendere decisioni difficili e a volte dolorose.

L’Associazione della Stampa sarda ha definito in un comunicato stampa “un errore grave e inaccettabile la scelta di SardiniaPost di licenziare quattro dei sette giornalisti fino a ieri in forze alla redazione”. “Il sindacato dei giornalisti sardi -si legge ancora – non può costringere un’azienda editoriale a ignorare la crisi, né biasimarla se ragiona su un alleggerimento dei costi. Tuttavia, decapitare un paziente per aiutarlo a perdere peso non si è mai rivelata una strategia clinica brillante. La professionalità, la qualità e l’impegno della redazione di Sardiniapost, da tempo elemento importante nel mosaico del pluralismo isolano, avrebbero meritato un piano industriale nitido e un confronto serio sulle prospettive della testata, non un mix di vaghezza e improvvisazione al quale il dinamismo e il senso di responsabilità dei giornalisti non avrebbero potuto da soli dare sostanza”.

“Ma la crisi di Sardiniapost – recita la nota dell’Assostampa Sarda – non è solo un problema dei giornalisti licenziati e dei loro colleghi chiamati a resistere in una posizione emotiva e professionale molto complicata: è un sintomo delle difficoltà che investono tutto il tessuto informativo sardo e in modo particolarmente significativo quello online. L’Associazione della Stampa sarda ancora una volta chiede alla Giunta e al Consiglio regionale un confronto su una riforma delle leggi a sostegno delle testate, che su basi di equità e meritocrazia aiuti a scongiurare la desertificazione dell’informazione sarda.
Stiamo parlando di un’emergenza democratica, ne stiamo parlando da troppo tempo”.

A tal proposito è importante ricordare che l’attuale legge regionale sui contributi editoriali è una legge decisamente superata che non tiene conto della grande importanza che l’editoria online – di cui Vistanet fa orgogliosamente parte – riveste ormai da tantissimi anni nel panorama informativo sardo. Varata nel 1998 non è stata mai adeguata degnamente alla rivoluzione digitale degli ultimi 20 anni.

Il contributo alle testate online assegnato dall’Assessorato della Pubblica Istruzione come stabilito da una legge regionale varata nel 2016 e modificata l’anno seguente è infatti quantificato in soli 200 mila euro da suddividere tra tutti i quotidiani online sulla base dei costi sostenuti nell’anno precedente e comunque per non più del 60 per cento degli stessi. Fondi non sufficienti per un settore che garantisce ogni giorno ai cittadini sardi un’informazione puntuale, esaustiva, gratuita e verificata.

Alla luce di questa situazione Vistanet – così come già dichiarato da altre testate online – sostiene la necessità forte di riaprire il dibattito tra le aziende editoriali isolane, la Giunta e il Consiglio Regionale per una più equa redistribuzione delle risorse. In gioco c’è non solo la tutela dei lavoratori dell’informazione, ma anche il pluralismo dell’informazione in Sardegna.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Partita senza esclusione di colpi all’Unipol. L’Inter sblocca la partita e va in vantaggio nei primi 45’. I primi minuti della ripresa sono scoppiettanti, i meneghini raddoppiano, il Cagliari accorcia le distanze e rafforza le speranze anche a un super Cragno. Speranze che vengono spente dal gol di Martinez all’85’. Il pubblico dell’Unipol Domus fino a questo momento il dodicesimo uomo in campo abbandona prima del tempo la partita. Dalla Nord partono i cori di contestazione. Non bastano cuore e anima, il Cagliari perde ancora e la serie B é sempre più vicina.

Primo tempo. Grande pressione del Cagliari sul possesso palla dell’Inter nei primi minuti di gioco. Ancora una volta il pubblico dell’Unipol Domus è il dodicesimo uomo in campo che sostiene i suoi. L’inter festeggia per pochi secondi il vantaggio all’11, l’entusiasmo dei neroazzurri dura poco: Doveri verifica al Var e annulla il gol per un tocco di mano di Calhanoglu.

Venti minuti di gioco accesi, le due squadre si affrontano a viso aperto senza darsi tregua. La partita si sblocca al 25’, con una pennellata sul palo destro Darmian porta in vantaggio i meneghini.

La squadra di Agostini ha accusato il colpo della rete subita, ora soffre la pressione degli ospiti. Intanto il pubblico non demorde e ci crede. Doveri concede 2’ di recupero. Il primo tempo finisce con il vantaggio dell’Inter mentre il Cagliari annaspa è super Cragno a tenere vive le speranze salvezza dei sardi.

Secondo tempo. Neanche il tempo di entrare nel vivo della ripresa che la squadra di Inzaghi raddoppia con Lautaro Martinez, l’assist è dell’ex rossoblù Barella. Non aspetta troppo il Cagliari e con il numero 22 Lykogiannis accorcia le distanze. Il match è tutt’altro che chiuso, il pubblico esplode e ci crede. L’Unipol Domus è una bolgia.

Si abbassano i ritmi della partita, rispetto all’energia dei primi minuti della ripresa. Il Cagliari sembra essersi pian piano spento.

Mancano 15’ al fischio finale, l’Inter gestisce con molta calma il possesso palla, i padroni di casa sono palesemente stanchi e affaticati. E gli ospiti all’85’ ne approfittano con il tris siglato ancora Lautaro Martinez. Il pubblico della tribuna inizia a lasciare lo stadio. Doveri concede 5 minuti di recupero.

CAGLIARI: (4-3-1-2) Cragno; Bellanova, Ceppitelli (86’ Pereiro), Altare (Baselli 78’), Lykogiannis; Marin (Carboni 78’), Grassi, Dalbert; Rog (Nandez 56’); Joao Pedro, Pavoletti (Keita 56’) A disposizione: Aresti, Carboni, Lovato, Walukiewicz, Zappa, Baselli, Deiola, Nandez, Strootman, Luvumbo, Keita Baldè, Pereiro. All. Agostini

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (70’ D’Ambrosio); Darmian, Barella (Gagliardini 58’), Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro (86’ Sanchez), Dzeko. A disposizione: Cordaz, Radu, Dumfries, Gagliardini, Sanchez, Ranocchia, Gosens, Correa, Vidal, Dimarco, D’Ambrosio, Caicedo. All. Inzaghi

Arbitro: Doveri di Roma 1

Marcatori: Darmian 25’, Martinez 51’- 85’, Lykogiannis 53’

Ammoniti: Darmian, Chalanoglu,

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Nel 1996 fa nasceva a Villagrande, in occasione della festa di Santa Barbara (organizzata dal comitato di leva 1971) il primo torneo regionale di lotta sarda, “Sa Strumpa”.

L’antico gioco veniva praticato dai giovani in varie occasioni, tra le quali feste campestri, tosature e mietiture. Testimonianza della sua ancestralità, il ritrovamento di un bronzetto nuragico nei pressi di Uta, datato VIII secolo a.c. che raffigura proprio due lottatori.

Fin dal luglio del 1996, l’Associazione Sa Strumpa di Villagrande si è occupata della promozione e della valorizzazione della lotta sarda in tutta la Sardegna, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte del CONI e da parte della FJLKAM (Federazione Italiana Lotta, Judo, Karate e Arti Marziali). L’Associazione Sa Strumpa vanta tra i suoi atleti diversi campioni nazionali. Tra questi il più forte e “rappresentativo” è stato senza dubbio Piero Scudu, noto Tatanka.

Nel 2006 è stato organizzato il I^ Torneo Internazionale Juntos, che ha fatto gravitare in Ogliastra atleti provenienti da tutto il mondo, riuscendo ad incantare poi, nella edizione del 2014, quasi duemila spettatori. Memorabile anche il successo del progetto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Villagrande, che ha visto coinvolti gli alunni delle scuole elementari e medie.

La lotta è praticata in tanti altri paesi della Sardegna tra cui Arzana, Ollolai (l’altra “capitale” de “S’Istrumpa”, così viene chiamata nel comune barbaricino), Tonara, Oliena, Urzulei, Tertenia, Lanusei. La Lotta Campidanese è un’altra variante che differisce per alcune mosse che non sono consentite nella variante ogliastrina-barbaricina.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Sardi famosi: Tiberio “Ferribotte” Murgia, uno dei più popolari caratteristi del cinema italiano.

Tiberio Murgia con Nino Manfredi.

Sardo di Oristano per una vita è stato identificato col siciliano geloso e acchiappafemmine, un ruolo che gli aveva inventato Monicelli per il film “I soliti ignoti”.

Ripercorriamo la sua vita grazie a un vecchio pezzo del Corriere della Sera. Nato a Oristano il 5 febbraio del 1929 da una famiglia povera, Murgia inizia a lavorare fin da giovanissimo come manovale. A 20 anni è venditore ambulante de l’Unità. I dirigenti della locale sezione del partito intravedono in lui particolari doti politiche e lo inviano a Frattocchie, in provincia di Roma, dove ha sede la scuola nazionale per i dirigenti del partito. Al suo rientro, sei mesi dopo, diviene segretario dei Giovani Comunisti e si sposa. Dopo qualche tempo inizia a intrattenere una relazione con una compagna di partito, a seguito della quale, per lo scandalo destato, viene espulso dal Pci. Murgia emigra quindi in Belgio a Marcinelle. Anche lì stabilisce una relazione sentimentale con la moglie di un collega belga e scampa rocambolescamente alla morte nel disastro di Marcinelle. Murgia ritorna nella sua città natale ma è costretto a emigrare a Roma per sfuggire all’ira dei familiari di un’altra giovane donna che egli corteggia nonostante fosse già sposato. Nella Capitale inizia a lavorare come lavapiatti in una trattoria del centro (Il re degli amici) fin quando viene notato da un’assistente del regista Mario Monicelli, che lo invita in studio per un provino. Il regista toscano gli affida il ruolo di Ferribotte (storpiatura di ferry boat, il traghetto che unisce la Sicilia al continente), il gelosissimo e possessivo immigrato siciliano, nella banda di inesperti e pasticcioni malavitosi romani che, nel capolavoro della commedia all’italiana del 1958, I soliti ignoti, tenta di assaltare senza successo la cassaforte del Monte dei Pegni.

Murgia con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Renato Salvatori.

Murgia rimarrà fedele al personaggio e allo stereotipo caricaturale del siciliano per gran parte delle sue apparizioni cinematografiche che si articoleranno, con una certa regolarità, per tutti i 40 anni successivi, attraversando i principali generi popolari del nostro cinema recente. Essendo sardo, viene ovviamente doppiato, con cadenza sicula, da attori quali Renato Cominetti, Ignazio Balsamo e Michele Gammino. Il grande pubblico lo ricorda per la sua mimica facciale, gli occhi spesso socchiusi e le sopracciglia perennemente arcuate e folte, il capo leggermente rivolto all’indietro nella rappresentazione satirica di un siciliano diffidente e ostinato. Lo stesso stereotipo sarà anche sfruttato in pubblicità: Tiberio Murgia infatti sarà per molti anni testimonial di una nota marca di caffè nei caroselli televisivi. Sempre nei panni di Ferribotte prende parte al sequel de I soliti ignoti (Audace colpo dei soliti ignoti) diretto da Nanni Loy nel 1960 e, sempre al fianco di Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman, conclude la saga nel 1987 con il film di Amanzio Todini, I soliti ignoti vent’anni dopo.
Sempre per la regia di Mario Monicelli prende parte, nel ruolo secondario del soldato Nicotra, ne La grande guerra del 1959 e, al fianco di Monica Vitti, ne La ragazza con la pistola del 1968. Gli anni Sessanta lo vedono partecipare, sempre in ruoli di comprimario, in molte produzioni a carattere parodistico e alle commedie leggere tipiche del cinema italiano di quel periodo. Per la regia di Sergio Corbucci è al fianco di Totò ne Il giorno più corto del 1962 mentre nel 1961 aveva recitato a fianco di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel film L’onorata società. Nel 1966, per la regia di Vittorio De Sica, veste i panni di un detective ne Caccia alla volpe mentre nei primi anni settanta compare in diverse produzioni appartenenti al genere decamerotico, sotto la regia di Mariano Laurenti. Tiberio Murgia è morto il 10 agosto 2010 a 81 anni.

Murgia con Claudia Cardinale.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

L’Italia ha sempre partecipato fin dalla prima puntata, il 26 maggio del 1965. A ogni puntata veniva rappresentata da una città diversa. La Sardegna partecipò 8 volte, la prima volta nel 1968 con Alghero, poi fu la volta di Bosa nel 1975, seguì La Maddalena nel 1982, nel 1991 invece partecipò Santa Teresa di Gallura, Sassari nel 1994, l’anno dopo parteciparono Villasimius e Lanusei, infine Arzachena nel 1997.

Ma l’unica squadra che vinse fu Lanusei, era il 19 agosto del 1995, i giochi si disputavano in Grecia ad Atene. A presentare la puntata, l’ottava della stagione erano, per l’Italia Ettore Andenna e Simona Tagli e il tema della puntata erano le favole di Esopo.

Nell’edizione di quell’anno l’Italia vinse solo con Lanusei Ogliastra, che con i 70 punti ottenuti guadagnò anche alla finale, piazzandosi però solo all’ultimo posto. In quell’edizione dei Giochi tornò anche il mitico “Fil Rouge”, il gioco-maratona che si snodava per tutta la puntata, che per un certo periodo era stato abolito.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Presentato oggi a Cagliari “Blues”, il primo treno ibrido di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) a tripla alimentazione, elettrica, diesel e a batterie.

Un treno moderno con un’impronta green, ancora più sostenibile per il ridotto impatto ambientale e con la possibilità di offrire alle famiglie un’area dedicata ai bambini.

Dopo Firenze, Reggio Calabria, Palermo e Catania, con l’appuntamento al Molo Sanità a Cagliari sale a 5 il numero di tappe raggiunte dal road show di Trenitalia, che ha portato nelle piazze un modello del treno Blues in scala 1:1 con lo scopo di far conoscere a cittadini e istituzioni il nuovo convoglio della flotta regionale di Trenitalia, progettato e costruito da Hitachi Rail.

Ad inaugurare il Villaggio Trenitalia Giorgio Todde, Assessore dei Trasporti Regione Autonoma Sardegna, Roberto Mura, Vicesindaco della Città Metropolitana di Cagliari, Gabriella Massidda, Direttrice Generale dell’Assessorato ai trasporti Regione Autonoma Sardegna, Sabrina De Filippis, Direttore Business Regionale Trenitalia e Vincenzo Pullara, Direttore Regionale Trenitalia Sardegna.

Le prime consegne in Sardegna del treno regionale Blues sono previste già a partire del 2022. Sono ben 12 i nuovi treni ibridi per la Regione che entro il 2023 completeranno il rinnovo e l’ammodernamento della flotta regionale previsto dal Contratto di Servizio; una rivoluzione nell’esperienza di viaggio e un innovativo supporto al rilancio del sistema turistico sardo.

In totale sono previsti 110 treni Blues nelle seguenti Regioni: Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Il primo treno ibrido di Trenitalia è stato progettato e costruito attorno alle esigenze dei passeggeri, con una forte impronta sostenibile: dalla scelta dei materiali all’elevato livello di riciclabilità (95%) alle ampie superfici vetrate – con finestrini di lunghezza maggiorata – fino alla disponibilità di un massimo di otto postazioni bici. Il treno è dotato, inoltre, di un sistema di climatizzazione con ottimizzazione dei consumi in base all’effettivo numero di passeggeri trasportati.

Per la sua versatilità rappresenta un vero e proprio salto generazionale, potendo viaggiare tanto con motori diesel su linee non elettrificate, quanto con motori elettrici su quelle elettrificate, o con batterie per percorrere il primo e l’ultimo miglio di linee non elettrificate o durante la sosta nelle stazioni così da evitare l’uso di carburanti, azzerando emissioni e rumori. Una tecnologia ibrida di nuova generazione che si traduce in migliori prestazioni, in una riduzione del consumo di carburante e in una forte riduzione in termini di emissioni di CO2 rispetto agli attuali convogli diesel.

Cittadini, famiglie e curiosi possono accedere al Villaggio Trenitalia oggi dalle 15 alle 21, sabato 14 e domenica 15 dalle 10 alle 20, per testare e conoscere il nuovo treno.

Il Gruppo FS Italiane ha invitato tutti i colleghi ferrovieri a visitare il Villaggio insieme alle loro famiglie.

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Avete mai sentito dagli anziani parlare di “Cani de Lepuri” o “Cani Curridori”? Se non vi è mai successo o non vi siete mai posti la domanda a quale tipologia di razza canina si riferissero, ora lo scoprirete.

Da tempi antichissimi nell’Isola è presente il Levriero Sardo, una tipologia di cane dalle eccezionali doti fisiche e dalla notevole resistenza. Un levriero di media dimensione di circa 60-70 cm al garrese e dal peso dai 15 ai 25 kg.

Possiede una muscolatura asciutta e molto definita, un cranio dalle dimensioni ridotte rispetto al muso lungo quasi il doppio, con occhi e naso molto prominenti. La dentatura è imponente con dei canini molto sviluppati. Il pelo è raso oppure corto, con tonalità prevalentemente di colore sabbia, ma che varia dal bianco, nero, pezzato e tigrato.

Questo splendido cane autoctono millenario deriva da un lungo processo di selezione che lo ha fatto divenire una razza perfetta per la caccia, indispensabile per le epoche antiche.

La sua origine è misteriosa, anche se alcuni hanno ipotizzato sia stata introdotta dai Fenici. Tesi questa alquanto priva di fondamento, perché sembrerebbe il cane rappresentato in alcuni bronzetti nuragici in scene di caccia.

Questa disputa coinvolge il Levriero Sardo con un’altra antica razza autoctona, il Dogo Sardo o Sardesco, una tipologia di molosso, con il quale condivide il fatto di non essere una tipologia riconosciuta dalla F.C.I. (Fédération cynologique internationale).

L’unica razza canina sarda riconosciuta dall’ente internazionale nel 2013 è il Cane Fonnese, del quale parleremo in futuro insieme al Dogo Sardo.

Per quanto riguarda il Levriero Sardo, si è avviato già da una decina d’anni una tutela da vari allevatori e appassionati di questa tipologia di cane, per porre un freno all’estinzione di questo antico compagno a quattro zampe dell’uomo.

Dal carattere molto docile e affettuoso, conserva un’indole molto indipendente e una sensibilità da cacciatore assai forte.

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

C’è un fatto molto importante che lega il regista Franco Zeffirelli e una straordinaria artista sarda, Maria Carta.

In pochi sanno infatti che Maria Carta, straordinaria ed eclettica artista di Siligo partecipò alla famosa miniserie televisiva “Gesù di Nazareth” del maestro Franco Zeffirelli.

Nel film interpretava Marta, la sorella di Maria e di Lazzaro, un ruolo molto importante nella pellicola girata dal regista fiorentino.

All’epoca del film Maria Carta aveva 43 anni. Oltre a Gesù di Nazareth la cantante e attrice sarda recitò ne “Il Padrino – parte II” e “Cadaveri eccellenti” di Franco Rosi.

Maria Carta in una scena di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli - Foto di Fondazione Maria Carta

Maria Carta in una scena di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli – Foto di Fondazione Maria Carta

L’articolo (VIDEO) Vi ricordate? Nel 1977 Maria Carta recitò nel Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda