La Slovenia è la patria dei Kurent, maschere tipiche locali che incarnano il rapporto uomo-natura e con radici molto antiche.

Il Kurentovanje invece è l’evento principale legato al carnevale, si svolge a Ptuj e raccoglie i gruppi di Kurent provenienti da tutta la Slovenia, tanto da essere riconosciuto come patrimonio dall’UNESCO.

In più, ogni anno, accoglie gruppi mascherati provenienti dal resto del mondo, che vengono invitati a partecipare all’evento.

Quest’anno, per la Sardegna (ma in realtà unico gruppo proveniente dall’Italia), hanno partecipato le figure mascherate tradizionali del carnevale gairese, Su Maimulu.


S’urtzu ballabeni, is maimulus, su cuadderi, is poddinaius e le altre figure tipiche, nella loro caratteristica andatura, hanno pertanto stupito i migliaia di visitatori presenti, tenendo alto il nome del proprio paese e dell’isola.

La partecipazione è stata possibile grazie all’aiuto dell’Amministrazione Comunale, di tutto il paese e alla collaborazione con l’Associazione Anderas, grazie alla quale il 17 febbraio sarà il turno per il paese ogliastrino di ospitare ospiti internazionali.

La giornata de Su Marti Perra gairesu, evento centrale del carnevale gairese, sabato 17 febbraio, sarà infatti caratterizzata non solo dalla presenza di otto gruppi mascherati ospiti provenienti dal resto dell’isola, ma anche da quella di un gruppo mascherato proveniente dalla Danimarca, i Dunkelfolket da Aalborg.

Un evento da non perdere, che prevedrà anche le musiche di Su Cunzertu Antigu e che sarà presentato dalla giornalista Valentina Caruso, in coppia col poeta locale Bruno Agus.

Motivi sufficienti per non mancare, per un evento che si preannuncia da non perdere.

PH Danilo Langiu

 

L’articolo (VIDEO) Gairo, le maschere de Su Maimulu al Carnevale di Ptuj, in Slovenia proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

In un annuncio congiunto, l’Associazione L’Isola delle Storie e Marcello Fois hanno dichiarato la fine della loro lunga e fruttuosa collaborazione.

Dopo diciassette anni di lavoro condiviso, durante i quali il Festival è cresciuto in popolarità e prestigio, Marcello Fois ha espresso la volontà di chiudere questo capitolo della sua vita. Nonostante il naturale rimpianto che accompagna una separazione del genere, entrambe le parti si sono dimostrate rispettose e grate per l’impegno e la passione con cui hanno contribuito a rendere il Festival un appuntamento culturale di risonanza internazionale.

Il comunicato ufficiale riconosce l’importante contributo di Marcello Fois in qualità di presidente del Festival nel corso delle edizioni passate. Grazie al suo impegno, alla sua visione e alla sua abilità nel portare storie e personaggi unici a Gavoi, L’Isola delle Storie è diventato un punto di riferimento nell’ambito della letteratura e della cultura italiana, guadagnandosi anche una notevole visibilità a livello internazionale.

“Marcello ha guidato con cuore e dedizione il Festival, e insieme lo abbiamo trasformato in un appuntamento culturale di risonanza internazionale”, dichiara il comunicato. L’annuncio è intriso di gratitudine nei confronti di Marcello Fois per il suo contributo fondamentale nel plasmare il carattere distintivo del Festival nel corso degli anni.

Nonostante la fine di questa collaborazione, l’Associazione esprime fiducia e consapevolezza che questa separazione segnerà l’inizio di una nuova epoca per il Festival. Determinati a preservare l’eredità costruita insieme a Marcello, l’Associazione si impegna a garantire che L’Isola delle Storie continui a prosperare.

Il comunicato conclude con l’annuncio ufficiale delle date del prossimo Festival L’Isola delle Storie: dal 4 al 7 luglio 2024. Nonostante le sfide legate alla fine di una partnership così significativa, l’entusiasmo per il futuro del Festival è palpabile, con la promessa di celebrare nuove storie nelle piazze del paese.

L’articolo Marcello Fois lascia il Festival Letterario di Gavoi dopo 17 anni proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Dopo la recente ispezione degli Ispettori dell’UNPLI alla Sagra del maialetto a Baunei il 22 luglio, siamo entusiasti di annunciare che l’esito della valutazione è stato positivo. Di conseguenza, è stato ufficialmente conferito il prestigioso marchio “Sagra di Qualità” a partire dall’anno in corso, il 2024.

La nostra felicità e il nostro orgoglio per questo importante riconoscimento sono palpabili. Desideriamo ringraziare l’UNPLI e esprimere la nostra gratitudine a tutti i volontari della Pro Loco e agli Amici della Sagra. Il loro instancabile impegno ha giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo significativo traguardo.

Guardiamo al futuro con determinazione, promettendo di dedicare il massimo impegno anche alle prossime edizioni. Contiamo sulla vostra partecipazione e sul continuo supporto. Vi invitiamo calorosamente a unirvi a noi per celebrare il successo delle prossime edizioni della Sagra del maialetto!

L’articolo Buone nuove da Baunei: per la Sagra del Maialetto arriva il marchio di qualità proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News La Redazione

Il 12 gennaio ha segnato un momento significativo per Tortolì, con la nascita dell’Associazione Culturale InMovimento. In una partecipata serata presso l’Anfiteatro Caritas, l’associazione ha fatto il suo debutto pubblico con uno spettacolo teatrale guidato dall’acclamato attore Fabrizio Coniglio, intitolato “Un cittadino come un altro”.

InMovimento non è semplicemente un’associazione, ma una manifestazione di amore profondo per la comunità e il territorio di Tortolì. Fondato da un gruppo eterogeneo di cittadini, accomunati dalla passione per la crescita sociale e culturale, l’obiettivo principale è quello di offrire a ogni membro della comunità tortoliese l’opportunità di partecipare attivamente alla costruzione di una società più consapevole e inclusiva.

La visione dell’associazione è chiara: attraverso il dialogo, il confronto e lo scambio di idee, i membri mirano a promuovere un percorso di crescita personale e collettiva, focalizzandosi sui temi sociali e culturali che caratterizzano il territorio locale. La forza di InMovimento risiede nella consapevolezza che anche le azioni più piccole, se compiute da molti, possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana della comunità.

Il logo di InMovimento incarna visivamente la filosofia dell’associazione, richiamando dinamismo e progresso. L’essenza della neonata associazione si traduce nell’essere cittadini attivi, responsabili, critici, propositivi, consapevoli e sensibili. I valori cardine, quali attivismo, entusiasmo, curiosità e crescita, saranno la bussola che guiderà ogni iniziativa dell’associazione.

InMovimento, presieduta da Sara Maddanu, ci pare proprio si presenti come un’entusiasmante forza motrice al servizio di tutti, impegnandosi a rafforzare la consapevolezza del territorio, comprenderne le necessità e valorizzare le risorse locali. Questa associazione propone di farlo attraverso la promozione di dibattiti, eventi culturali ed artistici, creando spazi per la condivisione di idee e la crescita collettiva.

“L’entusiasmo è palpabile, e la volontà di collaborare con cittadini, associazioni, enti e imprese che condividono l’impegno per la crescita culturale e sociale di Tortolì promette di aprire nuovi orizzonti per la comunità. Siamo solo all’inizio di questo percorso: vi invitiamo tutti a unirvi a noi in questa avventura di scoperta del territorio e di crescita culturale” commenta, in conclusione, la presidente Sara Maddanu.

L’articolo Partecipare alla vita della comunità attraverso la cultura: debutta a Tortolì l’associazione “InMovimento” proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

I romani, a differenza dei cartaginesi, in Sardegna, durante il loro dominio, non si fermarono alle coste ma penetrarono all’interno dell’Isola, anche grazie a una articolata rete di comunicazioni stradali.

Però, per lungo tempo, i romani conferirono in Sardegna il titolo di “colonia” a una sola città: Turris Libisonis, l’attuale Porto Torres. Nel periodo dell’Impero, infatti, questa città divenne il centro più importante della Sardegna settentrionale, sia per i commerci che per il numero di abitanti.

Da qui, ad esempio, partivano i carichi di grano delle pianure settentrionali alla volta di Roma, e forse anche minerali della vicina Argentiera.

Alla periferia di Porto Torres si può ancora ammirare un superbo ponte romano ancora intatto che ha sette arcate ( ampie da 5 a 11 metri) e che è lungo 60 metri, costruito con enormi blocchi di porfido trachitico.

Negli anni Quaranta fu fotografato dell’etnologo Max Leopold Wagner ed è stato carrabile fino agli anni Ottanta sia per i mezzi leggeri che per i mezzi pesanti che regolarmente vi transitavano per raggiungere il polo della SIR.

In altri luoghi della Sardegna ci sono altri ponti simili a questo ma nessuno si è conservato così perfettamente. Restano comunque simbolo della poderosa opera di penetrazione romana nell’intero territorio sardo.

 

L’articolo In Sardegna c’è un ponte romano con sette arcate perfettamente conservato proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Ispuligidenie, Cala Mariolu: in tanti sanno che il nome di questa bellissima cala, nota in tutta l’Isola per la sua bellezza, deriva dalla foca monaca, che un tempo abitava questi luoghi facendoli suoi. Rubava il pesce, ecco perché era stata definita dai pescatori “mariolu”, ossia “ladro”. Pare proprio che tra le cause dell’estinzione ci fosse proprio anche la cattura e la persecuzione dei locali.

Nel 1992 – come racconta Antonio Maccioni ne “Alla scoperta dei segreti perduti della Sardegna” – il servizio pubblico radiotelevisivo giapponese NHK trasmette un cartone animato prodotto dalla Nippon Animation, con sede a Tokyo. Rimarrà inedito in Italia.

Ispirato ai racconti di Gianni Padoan, venne distribuito – arrivando anche negli Stati Uniti e in Spagna – con il nome di The Secret of the Seal (Il segreto della foca). La storia, che aveva come protagonista un bimbo di nome Tottoi, aveva come punto cardine il rispetto dell’ambiente e raccontava con dovizia ambiente e paesaggi di Dorgali e Cala Gonone.

Il piccolo Tottoi era il figlio di un emigrato in Germania, alla tragica scomparsa della moglie torna a Cala Gonone e la trova persino più bella di come l’aveva, anni prima, lasciata.

Tottoi e la sorellina, durante un’escursione nella grotta del Bue Marino, rimangono stupefatti: fa il suo trionfale ingresso nella storia un tenero esemplare di foca monaca. Considerata estinto da dieci anni almeno, quella foca stava scegliendo la spiaggia all’interno della cavità per dare alla luce un piccolo cucciolo.

Ecco il secondo super protagonista de The Secret of the Seal: Tottoi infatti fa amicizia non solo con la madre, ma anche con il piccolo, che soprannomina Zabaione. Difenderà, insieme a un gruppo di amici, gli esemplari al Bue Marino da un ricco imprenditore americano senza scrupoli, il cui desiderio era chiuderli in uno zoo in Florida.

L’articolo In Giappone un cartone parlava del bimbo sardo Tottoi e di due foche monache proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Il Margherita Caffè Letterario annuncia il ritorno dell’ atteso concorso letterario “Il Gioco dei Racconti”. Questa volta, gli aspiranti scrittori sono chiamati a esplorare il tema avvincente del “rifiorire”, attraverso racconti brevi che catturino l’essenza di questo concetto.

Partecipare al concorso è semplice. Gli scrittori devono inviare il loro racconto breve via e-mail all’indirizzo musellamargherita@tiscali.it. Per completare l’iscrizione, è richiesto il versamento di una quota di partecipazione di 5 euro. La ricevuta del pagamento può essere inviata tramite bonifico sul conto PostePay numero 5333 1711 3921 5418, intestato a Margherita Musella. In alternativa, è possibile consegnare la quota in contanti.

I partecipanti devono attenersi a alcune specifiche per garantire una competizione equa e interessante. I racconti devono essere brevi, non superare le 10 pagine (250 parole a pagina). Questo limite permetterà agli autori di concentrarsi sull’essenza del tema e di presentare un lavoro incisivo e coinvolgente.

Una giuria composta da tre giudici valuterà i racconti in modo insindacabile. I primi 10 racconti selezionati verranno inclusi in un libro dedicato al concorso.

Il termine ultimo per la presentazione dei racconti è fissato per fine gennaio. La giuria composta da esperti nel campo della letteratura valuterà ogni contributo con attenzione e imparzialità.:

“Ci impegniamo  anche quest’anno a promuovere la creatività letteraria e a offrire agli scrittori emergenti una piattaforma per esprimere il proprio talento – spiega Margherita Musella, alla guida del Caffè Letterario e promotrice del concorso – Con il tema scelto questa volta, poi, siamo certi di ispirare e stimolare la creatività di scrittori di ogni livello. Partecipate numerosi a questa avventura letteraria. Buona scrittura!”

L’articolo Torna “Il Gioco dei racconti” per aspiranti scrittori: come partecipare proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Se volete regalare ai vostri bambini un weekend diverso dal solito, sappiate che in Sardegna ci sono ben tre parchi tematici dedicati ai dinosauri. Scopriamoli insieme.

Il primo si trova nel nuorese, a Bitti. Si chiama “Bittirex” e mette in mostra, in un enorme e verde parco, le riproduzioni fedeli dei dinosauri più famosi.

BittiRex è un evento culturale realizzato in collaborazione con “Dinosauri in Carne e Ossa”, il brand 100% italiano riconosciuto in tutto il mondo che associa l’intrattenimento a contenuti scientifici garantiti da paleontologi e professionisti del settore. Un appassionante viaggio nella Preistoria che accompagna il visitatore alla scoperta dei giganteschi dinosauri dominatori dell’Era Mesozoica.

Il parco in pillole:

  • Intrattenimento e cultura scientifica
  • 10 ricostruzioni a grandezza naturale di dinosauri
  • Pannelli didattici per soddisfare ogni curiosità
  • Ricostruzioni virtuali e fondali di ambientazione
  • Sezione come si costruisce un dinosauro
  • La Paleontologia in Sardegna: racconto delle ultime scoperte
  • Visite guidate, laboratori e giornate evento a tema, per la scuola e per la famiglia
  • Il parco è stato creato da un team interamente italiano con la consulenza di paleontologi professionisti in tutte le fasi di realizzazione.

Il secondo parco si trova, invece, all’interno del più noto “Sardegna in miniatura”.

Con la collezione dei cuccioli di dinosauri il Parco, già considerato il più grande d’Italia nel suo genere, si rivolge a nuovi aspetti che riguardano la vita degli esseri che hanno vissuto incontrastati durante la preistoria. Questo argomento entra quindi nella narrazione didattica e apre nuove riflessioni sul rapporto di queste specie con quelle che sono arrivate sino ai giorni nostri.

Il Parco dei Dinosauri è stato il primo in Sardegna a proporre un percorso popolato da riproduzioni che, grazie a sofisticate tecniche animatroniche sono in grado di muoversi, respirare, osservare, ruggire… insomma vivere! L’occasione dunque per poter ripercorrere gli scenari di 250 milioni di anni fa alla scoperta di questi incredibili giganti preistorici, gli animali più misteriosi e affascinanti della storia dell’evoluzione riprodotti in scala naturale e con rigore scientifico grazie alla consulenza  di illustri paleontologi. In una cornice ricca di suggestioni potremo ammirare da vicino la possente mole dell’Apatosauro con i suoi 18 metri di lunghezza e via via  lungo tutto un’arco evolutivo di 250 milioni di anni, le specie che hanno catturato la nostra curiosità fino ad arrivare al possente e feroce Tirannosaurus-rex riprodotto anch’esso con tecniche animatroniche a grandezza naturale, più grande di un autobus di linea con i suoi 14 metri di lunghezza e le 7 tonnellate di peso che lo trasformava in assoluto  nel cacciatore più temibile del giurassico.

 

Il terzo si chiama “DINOsardo” e si trova nell’oristanese, SP 57 km 5,850 (strada provinciale Oristano – Tiria)

Non è propriamente un parco dei dinosauri ma un bellissimo percorso palentologico dedicato ai più piccoli, che li guida alla scoperta dell’emozionante storia della Vita sulla Terra e dei bizzarri animali che hanno popolato la Sardegna, l’Italia e la Terra per milioni di anni.

Al Parco, allestito all’aperto in 5 mila metri quadri, è possibile vedere e toccare riproduzioni di FOSSILI di animali estinti, tra cui i dinosauri.
Sono presenti 5 modelli di dinosauro: 1 Argentinosaurus di 10 metri, 1 cucciolo di Argentinosaurus di 2 metri, 1 Saltasaurus di 4 metri, 1 Stegosaurus di 3 metri e il mitico Antonio (Tethyshadros insularis) a grandezza naturale.

Inoltre è presente un modello a grandezza naturale del Quetzalcoatlus, il più grande pterosauro mai ritrovato, e vari altri animali preistorici rinvenuti in varie parti del mondo.

L’articolo In Sardegna ci sono tre parchi dedicati ai dinosauri: ecco dove proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Dal 23 al 26 novembre Macomer si conferma centro culturale dell’isola grazie alla ventunesima edizione della Mostra regionale del libro edito in Sardegna, l’evento annuale più importante dell’editoria sarda, che dal 2000 fa incontrare negli accoglienti padiglioni Tamuli e Filigosa delle ex Caserme Mura editori, scrittori e lettori uniti dalla stessa passione per i libri.

Filo conduttore quest’anno è “Sardegna Isola allo specchio”. Un tema ricco di spunti e suggestioni, voluto dagli organizzatori – l’amministrazione comunale di Macomer e l’AES Associazione editori sardi, insieme al Centro servizi culturali e alla Biblioteca comunale con il patrocinio della Regione Sardegna – in continuità con il tema scelto dalla Regione Sardegna ospite dell’ultimo Salone del libro di Torino, per sottolineare, come afferma la presidente AES Simonetta Castia, «la dimensione di solidarietà, sociale e civile, insita nei libri e il valore alto della cultura e della letteratura sarda, della sua socialità e del suo guardare oltre le apparenze per rappresentare un’isola che racchiude infinite storie tramandate nel tempo. L’editoria regionale sarda, che rappresenta, stando ai dati AIE, appena l’1 per cento della produzione nazionale, ha il compito di salvaguardare questo immenso patrimonio e va difesa e incoraggiata».

Emblematico quindi il duplice ruolo della lettura: specchio per conoscere sé stessi, valorizzando la straordinaria identità culturale, geografica, antropologica dell’isola, e allo stesso tempo soglia da attraversare per incontrare l’altro e costruire un mondo nuovo, inclusivo, creativo.

«L’importanza che la Mostra riveste nel panorama culturale regionale – sostiene l’assessore alla Cultura del Comune di Macomer Fabiana Cugusi – è indubbia e certificata dal fatto che per la XXI edizione l’editoria sarda si ritrova a Macomer per promuovere il proprio straordinario patrimonio che rispecchia una parte importante della cultura regionale. La manifestazione ha un’importanza enorme anche per la città che quest’anno si è organizzata per accogliere al meglio gli editori, gli autori, gli operatori culturali e le scuole che parteciperanno. Va in questa direzione la scelta fortemente voluta dal Comune di riportare il cuore della manifestazione totalmente nella struttura del Centro servizi culturali che ospiterà l’esposizione degli editori di Aes e quella di inserire nei luoghi aperti alla Mostra anche il Cineteatro Costantino che sarà al centro di altri importanti eventi per il pubblico».

Come sottolinea l’assessore alla Pubbica istruzione Andrea Biancareddu, «la Regione ha l’obiettivo di promuovere l’editoria sarda, e partecipa annualmente a fiere e mostre editoriali di rilevanza nazionale e internazionale e cura, anche in collaborazione con altri soggetti, la realizzazione di mostre editoriali in territorio regionale. La Fiera del Libro di Macomer è ormai una manifestazione consolidata e rappresenta un traino per l’intera editoria libraria della Sardegna. Bisogna sempre tener vivo il messaggio della lettura, specie tra i più giovani».

Alla XXI edizione della Mostra del libro aderiscono 34 editori da tutta la Sardegna, tra associati e non associati AES, che esporranno il catalogo collettivo isolano nel Padiglione Tamuli. Nel ricco programma di quest’anno si alternano dalla mattina alla sera incontri con gli autori, reading, presentazioni di novità editoriali in italiano e in sardo, laboratori per le scuole, il concerto (al cineteatro Costantino) “Il suono dei centenari” del Trio Megalitico di Gavino Murgia, Marcello Peghin e Daniele Russo, con ospite d’eccezione il maestro delle launeddas Luigi Lai, che lo scorso febbraio ha ricevuto la laurea ad honorem dall’università Alma Mater di Bologna.

Ben 26 gli appuntamenti letterari compresi nella consueta cornice “Tra Isola e Mondo”, tanti i focus tematici presenti e coerenti rispetto al tema proposto. Spiccano i tributi ai “Visionari” e alle “Reinas”, uomini e donne che hanno contribuito al progresso culturale della Sardegna. Tra questi Peppino Fiori (1923-2003), giornalista (Tg2, il Messaggero, l’Unità, Paese Sera), scrittore, senatore della Sinistra Indipendente dal 1979 al 1992, nel cui ricordo, nel centenario della nascita, la Mostra si apre giovedì 23 novembre alle 11 nel Padiglione Filigosa con un incontro – tributo a cui parteciperanno la figlia e giornalista Simonetta Fiori, i giornalisti Costantino Cossu e Jacopo Onnis, con testimonianze dirette, filmati, le letture di Azzurra Lochi e un videomessaggio di Salvatore Mereu, regista del film “Sonetaula”, tratto dall’omonimo romanzo di Fiori.

Nella stessa giornata la Mostra dedica un tributo anche alla prima regista sarda Maria Pia Mossa, mentre nei giorni seguenti saranno omaggiati Francesco Salis, maestro e fondatore del Centro di cultura popolare per l’educazione permanente di Santo Lussurgiu, e il poeta nuorese “in limba” Pasquale Dessanai.

Il patrimonio archeologico, storico e naturalistico della Sardegna è protagonista della sezione della Mostra intitolata “Sardegna per immagini”, con la presentazione dei volumi “Le case delle fate, l’incanto delle domus de janas” (Abbà Edizioni) di Nicola Castangia e Tonino Oppes; “Guida dell’Asinara” (Carlo Delfino) a cura di Vittorio Gazale, “Giardini e parchi storici della Sardegna” (Ilisso) di Mauro Ballero e Antonino Soddu Pirellas. Da segnalare per quanto riguarda l’archeoastronomia la presentazione della guida “Pranu Muttedu” (Mediando), per i miti e le credenze popolari “L’incanto del cielo stellato. Storia miti e credenze popolari della Sardegna” (Alfa) di Tonino Bussu, e per la musica tradizionale il volume “Canti di Sardegna” (Carlo Delfino) di Giulio Fara.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Tanti gli scrittori che nei quattro giorni della mostra incontreranno i lettori. Alberto Capitta, appena tornato in libreria con “La tesina di S.V.” (Il Maetrale), Nicolò Migheli (“Il cavaliere senza onore”, Arkadia), Eliano Cau (“Cronache di anime erranti”, NOR), Ottavio Olita (“Il rifugio dell’assassino”, Isolapalma), Giuseppe Tirotto (“La stanza chiusa”, Catartica), Laura Abozzi (“Hina di Alavon”, La Città degli Dei), Giovanni Canu (“Omine”, Paolo Sorba Editore), Francesco Giorgioni (“Libero, il sardo che girò il mondo in bicicletta”, Edes), Matteo Manca (“L’eredità del male”, Taphros), Giuseppe Foderaro (“Se tutti diventassero re”, Arkadia), Nanni Falconi (“Su cantu de su ciddicoa”, silloge poetica “in limba” pubblicata da Archivi del Sud), Gianni Loy (“Eva e Petra”, Domus de Janas), Daniele Manca (“L’alba è già passata”, Condaghes), Paolo Cuccuru (“E la sorte è il vento. Novelle di Sardegna”, Maxottantotto), Ada Lai (“La signora dell’anello”, Edizioni della Torre). Gonaria Floris, professore associato di Letteratura italiana all’Università di Cagliari, presenterà la riedizione da lei curata e pubblicata da Ilisso del romanzo del 1922 “Aurora sarda” di Pietro Casu. Tra gli incontri letterari spicca anche “L’essenziale è invisibile agli occhi” a cura di Diego Corraine (Papiros), un viaggio alla riscoperta dei valori dell’amicizia e delle culture diverse, attraverso le traduzioni nelle varianti della lingua sarda e in altre lingue minoritarie de “Il piccolo principe” a ottant’anni dalla prima pubblicazione.

Previsto uno spazio di approfondimento nel pomeriggio di domenica 26 novembre, sulle problematiche dell’editoria, aperto agli addetti ai lavori e al pubblico.

La Mostra del libro dedica da sempre un’attenzione speciale ai lettori più giovani, con il progetto “Adotta un libro sardo” rivolto alle scuole primarie e secondarie della città e del territorio, con un’offerta di 20 proposte, tra laboratori e incontri, svolto d’intesa con il Centro servizi culturali e la collaborazione della Biblioteca di Macomer che proporranno anche iniziative collaterali e laboratori dedicate ai bambini e ai ragazzi dai 2 ai 18 anni.

«Sono oltre 1900 – afferma Roberta Balestrucci del Centro servizi culturali – gli studenti provenienti non solo dai paesi del Marghine ma dalle scuole del Centro Sardegna che, dal 23 al 26 novembre, raggiungeranno la Mostra per partecipare alle numerose proposte in programma. Molti i laboratori inseriti come da tradizione a cui quest’anno se ne aggiungerà uno dedicato ai bambini dai 18 ai 24 mesi e ai loro genitori. Fra le ulteriori proposte dedicate al mondo della scuola e della formazione, un corso specificatamente dedicato ai docenti sull’utilizzo e sulla gestione dei social».

L’articolo A Macomer la XXI Mostra regionale del libro edito in Sardegna proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Musica, scrittura e lettura. La lotzoraese trentenne Désirée Cardia è chiara: queste sono le sue passioni, e non potrebbe – forse – essere altrimenti.

Sì, perché la Cardia, con lo pseudonimo di Margherita D., è autrice di romanzi già da tre anni.

Tutto nasce in periodo di quarantena, quando il mondo intero ha subito un grosso colpo. C’è chi ha usato il tempo per riflettere, e chi, come la trentenne, si è buttata sulla sua passione, riuscendo nell’intento. Sì, perché per i suoi primi quattro libri Margherita-Désirée vende migliaia di copie e mezzo milione di pagine lette.

Ma andiamo per gradi.

«Tre anni fa, quando il lockdown mise in pausa le nostre vite, iniziai a scrivere una vera storia, un po’ per gioco, non avendo altro da fare. Piano piano iniziò a prendere forma e pensai che una volta terminato non fosse giusto riporlo nel cassetto senza che nessuno lo leggesse. Non me la sono sentita di pubblicare con il mio vero nome per la paura di non essere presa sul serio, perciò ho preferito usare uno pseudonimo. Non voglio essere presuntuosa, reputavo però meritasse di essere letto. Perciò lo diedi in pasto al mondo con il nome di “Io nelle sue mani”: era uno sport romance che tratta il pugilato.»

La risposta delle lettrici arriva presto: «Le soddisfazioni arrivarono veloci. Ancora oggi, dopo tre anni, è nella top dieci in due categorie.»

Al primo, ne segue presto un secondo, “Guerra d’amore”, che rimane il primo più venduto in tre categorie per un lungo periodo. «Dopo un po’ di mesi era pronto il suo spin off, “La guerra di Maysaa”. Entrambi erano categorizzabili nel genere del military romance. A inizio febbraio ho pubblicato il quarto, “L’altro lato di me”, che è primo tra i più venduti da un mese nella categoria “Narrazione sul mondo della musica per ragazzi”, essendo un music romance.»

Insomma, belle soddisfazioni per la scrittrice ogliastrina che scrive, scrive e scrive per donare le sue storie al mondo.

«Prima di essere un’autrice, sono una lettrice. Ho studiato bene questo oceano prima di addentrarmici per evitare di finire come un pesciolino in mezzo agli squali. Non è un mondo semplice quello dell’editoria, le insidie sono sempre dietro l’angolo. Gelosia, competizione e voglia di riscatto sono all’ordine del giorno.»

L’autrice mai avrebbe pensato, rivela, che sarebbe diventato il suo lavoro: «Ho iniziato come ogni bambina con il mio diario segreto dove raccontavo di me, da ragazzina ho iniziato a scrivere delle canzoni. Ancora oggi ritrovo dei foglietti con delle note scritte chissà quanto tempo fa. Non pongo dei limiti ai miei hobby e alle mie passioni. Infatti chi mi conosce sa che questa non è l’unica, ma mia madre mi ha insegnato a coltivarle e non la voglio deludere.»

E ora?

Be’, la stesura del suo quinto romanzo è in corso: «Posso preannunciare che sarà uno storico» spiega. «Sono definita come un’autrice poliedrica che tratta delle tematiche molto profonde e importanti. Tratto d’amore, di sentimenti ed emozioni.»

Ma non solo: «Ho altri obiettivi che mi sono prefissata per quest’anno in quest’ambito e sono fiduciosa che riuscirò a raggiungerli» aggiunge. «Il mio sogno è quello di essere pubblicata da una grande casa editrice per coltivare ancora più lettori e soddisfazioni.»

L’articolo L’inarrestabile scrittrice ogliastrina Désirée Cardia: «In tre anni, quattro romanzi e uno in stesura» proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi