Ieri a Santa Maria Navarrese si è conclusa la tre giorni di festeggiamenti in onore della Beata Vergine Assunta, tenutasi nella piazza Principessa di Navarra e organizzata dalla Leva 74 insieme alle Parrocchie di Baunei e Santa Maria Navarrese.

La cerimonia religiosa, iniziata intorno alle 19:00, è stata presieduta dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, e concelebrata da Sua Eccellenza il vescovo Monsignor Antonello Mura, insieme a numerosi sacerdoti della diocesi.

All’anfiteatro, un gran numero di fedeli ha assistito alla funzione, insieme a diverse autorità civili e militari. Tra queste, il capitano della Compagnia di Lanusei, Marco Mastrovito, il tenente della Guardia di Finanza di Arbatax, Vincenzo Musone, un rappresentante del commissariato di Tortolì e del Corpo Forestale. In prima fila tra le autorità civili erano presenti la governatrice della Sardegna, Alessandra Todde, e il consigliere regionale Salvatore Corrias.

Dopo la messa, il simulacro della Beata Assunta è stato portato in processione su un carro trainato da buoi, scortato da gruppi folk, cavalieri e carabinieri a cavallo, contribuendo a rendere ancora più suggestiva e solenne l’atmosfera della celebrazione.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

A cura di Maena Delrio

Tra le leggende che aleggiano intorno alle rovine del castello di Quirra, che si staglia in cima al monte Cudias sulla linea di confine tra il Sarrabus e l’Ogliastra, troviamo quella di Beatrice Cubello.

Figlia del marchese di Oristano, Leonardo Cubello, e di donna Quirica Deiana; sorella di Antonio, Salvatore e Benedetta, venne donata in sposa a Berengario Carroz, dopo la sanguinosa battaglia di Sanluri, nel 1410. Il padre, sconfitto, cede la giovinetta al Carroz, secondo i costumi dell’epoca, dopo aver stipulato una tregua nella quale ottiene di mantenere il marchesato di Oristano e una cospicua somma di denaro. La ragazza morirà poco tempo dopo, in seguito a una caduta dalle alte mura del castello di Quirra, dove il suo sposo la conduce, rinchiudendola nell’isolamento della fortezza, dopo le nozze.

È qui che la figura di Beatrice si perde tra storia e leggenda. Il suo nome scompare dagli atti ufficiali, sostituito dall’iniziale B. e presto confuso con quello di sua sorella Benedetta. Forse un disguido di natura pratica, dato che nel 1400 i documenti venivano ancora vergati a mano. O, si potrebbe ipotizzare, una volontà anche paterna, nel cancellare le prove della sua esistenza, dopo il disonore di cui fu accusata e che portò alla sua condanna a morte da parte del Carroz.

Carboni nel romanzo storico del secolo XV, Leonardo Alagon, edito nel 1872, racconta del triste epilogo della fanciulla, che il marito gettò dal muro perimetrale insieme al neonato in fasce, dopo averla accusata di tradimento, per liberarsi di lei e sposare donna Eleonora Manrique, parente del re di Spagna, la quale avrebbe di certo portato una dote maggiore al Carroz, oltre che garanzie di natura politica di una certa importanza.

Non troverete il nome di Beatrice Cubello nei libri di storia della Sardegna medievale. Talvolta, potreste imbattervi in una B., anonima. Eppure, dietro quell’iniziale puntata c’è stata una donna, occultata alla vista e alla memoria per vendetta e opportunismo politico dalla sua stessa famiglia. La sua virtù e la sua disgrazia però sono state tramandate di bocca in bocca, di cuore in cuore, come accade per gli animi puri che hanno subito un torto troppo profondo. E così, il suo ricordo nei secoli è sfumato in leggenda.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Ricchissimo il programma che infiamma l’estate arzanese dal 24 al 27 agosto: nella quattro giorni dedicata ai festeggiamenti per San Vincenzo Ferrer, solennità e divertimento al primo posto.

Processioni importanti, sante messe, stendardi, fucilieri e gruppi folk colorano la parte religiosa, sempre solenne, mentre le sere si tingeranno di balli e di musica. A organizzare il tutto, la leva del 1994.

“Con il comitato di San Vincenzo Ferrer, ci siamo impegnati per animare le serate arzanesi, cercando di coinvolgere tutte le età con quattro serate di differenti contenuti, sempre mantenendo un’attenzione particolare alla parte religiosa – centro delle nostre tradizioni” chiarisce Chiara Doa, presidentessa del comitato. “Il folklore, la musica, i balli e lo spirito di comunità saranno gli ingredienti per una ricetta che sarà di sicuro vincente.”

Si parte sabato 24 agosto, con la Santa Messa alle 18 e alle 19 la processione per le vie del paese, con i cavalieri che riceveranno la benedizione da parte del parroco e la consegna dello stendardo. Fucilieri, gruppi folk (Abba Frida, Escalaplano, Sant’Elena Lotzorai) e le launeddas di Elena Spano accompagneranno la camminata dei fedeli che accompagneranno il simulacro del santo fino alla chiesa di San Vincenzo Ferrer.

Ad aprire la prima serata, alle 20, Gianni Mereu: balli in piazza assicurati. Attesissimo il cantante colombiano Jay Santos, alle 22.

Per la domenica, Santa Messa in apertura alla giornata alle 10 nella chiesa di S. Vincenzo Ferrer, e pomeriggio tutto per bambini con, alle 17, giochi in piazza e intrattenimento per i più piccini. Ma alle 22, tutti pronti per una serata di risate: Marco Piccu presenta Zio Pibioni in “Tutto esaurito”. A chiudere, Gianni Mereu.

Molto ricco anche il programma di lunedì 26 agosto: dopo la Santa Messa alle 18, nella chiesa di S. Vincenzo Ferrer, alle 19 una processione solenne riporterà il simulacro del santo fino alla chiesa di S. Giovanni Battista. Presenti i cavalieri, i fucilieri, i gruppi folk Abba Frida, Villanova Strisaili, Barisardo, con le launeddas di Elena Spano a impreziosire il momento.

Alle 22 si balla con il gruppo Zenias e Gianni Mereu dà la buonanotte, con la sua fisarmonica.

Il 27, martedì, la tradizione regna sovrana: il passaggio della Corona, alle 7, dà l’avvio all’ultima giornata di festeggiamenti, alle 20 Gianni Mereu inizia la serata che proseguirà con una gara poetica: Bruno Agus e Dionigi Bitti, accompagnati dai Tenores, allieteranno i presenti.

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Fonte: Ogliastra News Federica Cabras

Ieri l’Arabax Music Festival ha inaugurato la prima di quattro serate all’insegna di musica e divertimento, con le maestose Rocce Rosse a fare da sfondo.

I DJ Oneto, Manuel Kresi e Ty1 hanno dato il via riscaldando il pubblico, che si è poi scatenato sulle note di Artie 5ive, giovane talento milanese classe 2000.

Successivamente, Ernia è salito sul palco e ha eseguito tutti i suoi successi, con “Superclassico” come pezzo più atteso, che su YouTube ha raggiunto 62 milioni di visualizzazioni.

Il DeeJay Time non delude mai: il leggendario quartetto composto da Albertino, Prezioso, Fargetta e Molella ha fatto saltare il pubblico al ritmo di brani che hanno segnato intere generazioni, continuando a far ballare anche le nuove.

Questa sera si continua con la seconda serata, che vedrà esibirsi Capo Plaza, Drillionaire, Night Skinny, Mamacita, e tanti altri artisti tra cui Sandro Murru, Giocondo, Pierluigi Lai, Tugu, Gaiaz, Jm Golden & Zayx.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

arciere nuragico

Forse non tutti sanno che i sardi nuragici erano degli arcieri formidabili. Leggete il racconto scritto da Pierluigi Montalbano che descrive l’arco di cui parla Omero nell’Odissea: è esattamente quello del bronzetto di Urzulei. Ma c’è un’importante differenza: a Itaca nessuno sapeva fabbricarlo, tantomeno usarlo.

arciere nuragico

Foto Pierluigi Montalbano

“La sfida con l’arco: a differenza di Itaca, la Sardegna era terra di arcieri. Nel racconto di Omero scopriamo che nessuno riesce a tendere la corda, solo Antinoo intuisce che l’arco per funzionare deve essere prima scaldato e ingrassato, per cui ordina che sia acceso il fuoco, ciononostante, tutti i Proci provano inutilmente a tenderlo per cui Antinoo, per evitare altre brutte figure, propone di rinviare la gara all’indomani, con la scusa che, evidentemente, il dio Apollo non vuole che si faccia sfoggio di bravura nel giorno della sua festa.

Dopo aver fatto sbarrare le porte della reggia per iniziare la mattanza, Ulisse prende l’arco e inizia a palparlo accuratamente; nessuno a Itaca aveva mai visto un grande arco di quel tipo, non era un semplice pezzo di legno ricurvo con una corda tesa alle estremità, Omero ci racconta che era molto più complesso, assemblato con legno e corno animale, e la corda veniva tesa con forza, aiutandosi col ginocchio per fare leva e riuscire a invertire la forma rispetto alla sua curvatura naturale nella posizione di riposo. A quel punto Ulisse infila la corda, già preparata con due cappi legati in due scanalature alle estremità (un’operazione che richiedeva tecnica, esperienza e addestramento), prende la mira, scaglia la freccia e infila al primo colpo gli anelli delle dodici scuri, tra lo stupore generale. Un’istante dopo, Telemaco gli si mette accanto e inizia la strage.

I sardi rappresentati nei bronzetti sono formidabili arcieri che utilizzano vari strumenti, e fra essi c’è la tipologia di arco usato da Ulisse, lo usa l’arciere di Urzulei”.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Ad Alghero migliaia di fan si sono dati appuntamento all’Alguer Summer Festival per il Relax Tour 2024 del cantante di Latina Calcutta.

L’evento, organizzato da Shining Production, si è tenuto all’Anfiteatro Ivan Graziani. Dopo aver incantato il pubblico con vecchi capolavori e alcuni pezzi nuovi, Calcutta ha spiazzato tutti con una dichiarazione.

“Devo fare un annuncio, non che io l’abbia mai tenuto nascosto ma non mi è mai capitato di dirlo: ho il 25% di sangue sardo. Mia nonna è di Sanluri e voglio dedicarle questo pezzo”.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Lanusei ha vissuto un’esperienza straordinaria grazie all’artista Valerio Pisano, che ha interrotto la monotonia cittadina con una “performanCena” all’interno di una vetrina di un vecchio negozio ormai dismesso in via Roma.

La scena era dominata da una decorazione ossessiva basata su un modulo di “tappo Bic”, ripetuto su tutti gli oggetti esposti e costruiti personalmente dall’artista. Questa ripetizione neutralizzava i contorni spaziali, creando un effetto visivo intrigante. I passanti, incuriositi, si fermavano per osservare Valerio e la sua compagna storica e collaboratrice mentre gustavano piatti decorati a tema.

La reazione del pubblico è stata entusiastica: risate, fotografie e commenti hanno coronato il successo dell’evento, che ha sorpreso e divertito gli spettatori. Oltre alla “performanCena”, Valerio Pisano ha allestito 17 vetrine lungo via Roma, esponendo creazioni dal suo progetto internazionale “Profumo di Ringhiera”.

L’evento faceva parte della serata “Non solo mare” organizzata dall’associazione dei commercianti “Le Falere”. Durante la stessa serata, diversi stand hanno ospitato i lavori degli studenti del Liceo Artistico Mario Delitala di Lanusei, sotto la guida dei professori Gianleonardo Viglino e Rossana Fancello. I visitatori hanno potuto ammirare disegni, bozzetti, quadri, sculture e un bassorilievo in argilla di 120×90 cm che riproduce “La stanza di Van Gogh”, realizzato in estemporanea dagli studenti.

Anche la professoressa Fancello ha partecipato esponendo opere sulla filatura della lana e coinvolgendo il pubblico con dimostrazioni pratiche. Altri artisti, come Alfio Sulis con le sue sculture in legno ispirate alla storia nuragica e David Mereu con i suoi prototipi realizzati con stampanti 3D, hanno arricchito ulteriormente la serata. Andrea Rubiu ha presentato una selezione originale delle sue creazioni ispirate all’archeologia industriale e al mare.

La serata è stata un successo, fungendo da palestra per future iniziative e preparando il pubblico e i turisti per la prossima Festa dell’Arte.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Il giovane scrittore Matteo Porru, con il suo romanzo “Il dolore crea l’inverno” (nell’edizione francese con titolo La douleur fait naître l’hiver) ha vinto il Grand Prix du Livre de Montagne. Lo rende noto un comunicato del Festival International du Film Alpin des Diablerets e della catena di librerie svizzere Payot.

 

Il Prix du Livre de Montagne è uno dei più prestigiosi premi letterari svizzeri, nato nell’ambito del Festival des Diablerets e sostenuto dalle librerie Payot e dalla fondazione Jan Michaslki. Ha visto vincere negli anni alcuni dei più importanti autori francesi, da Gaëlle Josse a Pascal Bruckner, da Jean-Christophe Rufin ad Alexis Jenni, autori spesso già vincitori del Premio Goncourt. Matteo Porru è il primo italiano a vincerlo.

 

La douleur fait naître l’hiver è stato pubblicato da Buchet Chastel e tradotto dall’italiano da Audrey Richaud.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

La comunità di Lanusei ha assistito ieri  all’inaugurazione di una nuova opera d’arte nel parco archeologico del Bosco Selene. L’opera, creata e donata alla città dall’artista locale Valerio Pisano, rappresenta un’importante aggiunta al patrimonio culturale della zona. Si tratta della riproduzione del primo bronzetto che ha dato inizio alla serie “Pop Art Arcaica” dell’artista ogliastrino.

Valerio Pisano, nato e cresciuto con la penna Bic tra le mani, ha sempre utilizzato questo semplice strumento per esplorare la sua fantasia e raccontare i suoi vissuti. La sua passione per il disegno, iniziata tra i banchi delle scuole elementari, lo ha portato a creare opere uniche che mescolano la semplicità della penna Bic con la sua immaginazione senza limiti.

Nel 2009, Pisano ha dato vita agli “autoritratti delle penne Bic”, una serie di disegni in cui la penna stessa diventava protagonista, dotata di braccia e gambe, trasformata e vestita in modi diversi. Queste creazioni hanno attirato l’attenzione del pubblico e degli appassionati d’arte, portando Pisano a esplorare nuovi orizzonti creativi.

Una delle serie più apprezzate e richieste è stata quella dei bronzetti sardi, reinterpretati in chiave contemporanea con la tecnica della cera persa, appresa grazie alla collaborazione con l’artista Andrea Loddo. Questi “Bic-bronzetti” sono stati definiti dalla critica come un esempio di “PoP Art Arcaica”, un connubio tra tradizione e modernità.

Il nuovo filone creativo ha spinto Pisano a realizzare altre fusioni, ancora inedite, che presto saranno svelate al pubblico. Nel frattempo, l’artista ha deciso di condividere con il suo paese d’origine una delle sue creazioni più imponenti: un Bic-bronzetto gigante.

Grazie alla collaborazione con l’artista Gianleonardo Viglino, è stato possibile progettare e realizzare un bronzetto in ferro, rappresentante un Capo tribù, alto inizialmente 3 metri e poi cresciuto fino a raggiungere i 5 metri con l’aggiunta di una base in trachite rossa. Questo colossale Bic-bronzetto ha trovato la sua casa al Bosco Selene di Lanusei, un luogo che incarna perfettamente il legame tra natura e cultura.

L’inaugurazione ufficiale si è tenuta ieri, con la partecipazione del Sindaco Davide Burchi e della giunta comunale. Pisano ha consegnato ufficialmente il suo dono alla comunità, sottolineando l’importanza di mantenere vivi i legami con le proprie radici attraverso l’arte. L’evento ha visto una numerosa partecipazione di cittadini e appassionati d’arte, che hanno potuto ammirare l’imponente scultura in tutta la sua maestosità.

Per chi desidera approfondire il percorso artistico di Valerio Pisano, è possibile visitare il suo sito web www.valeriopisano.it, dove si trovano informazioni dettagliate sulle sue opere e i link ai suoi profili social.

L’inaugurazione di ieri segna un capitolo importante nella storia culturale di Lanusei, arricchendo il parco del Bosco Selene con un’opera che coniuga passato e futuro, in un abbraccio artistico che invita alla riflessione.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

La Ars ArtiumEditrice e l’Associazione “Forma e materia” programmano e realizzano il 5° Concorso letterario finalizzato a dare voce a tanti aspiranti scrittori, giovani e meno giovani, che desiderano comunicare riflessioni, pensieri, fantasie, versi, racconti, memorie e quanto culturalmente si può elaborare sulla propria terra, la Sardegna in generale e l’Ogliastra in particolare.

La ARS ArtiumEditrice ha già al suo attivo decine di romanzi, libri di poesie, elaborati sulla storia e la cronaca del territorio, titoli di saggistica (management e leadership), opere inerenti la formazione professionale oltre a traduzioni di testi classici.

L’intendimento che unisce la Ars ArtiumEditrice e l’Associazione “Forma e materia” è di creare e sostenere uno stimolo forte per la promozione della creatività culturale in una terra che ha poche opportunità di dare spazi a potenziali scrittori e letterati alle prime esperienze ma che, al contrario, ha in sé una grande potenzialità culturale e civica.

“A fronte di tale premessa – spiegano dalla casa editrice – crediamo che la letteratura sia una delle vie privilegiate capaci di attirare su di se e di fissare gli elementi apicali del senso di appartenenza e i livelli di manifestazione di una cultura mediterranea fra le più vive e significanti del mondo. Attraverso la scrittura infatti si sedimentano quelle rappresentazioni tipiche di una civiltà che fissa i suoi albori alle origini del tempo moderno, che presenta modelli di strutturazione sociale di altissimo livello e che nei secoli ha conservato un’identità stabile e robusta, figlia di una presenza viva nei meccanismi di crescita culturale, economica e antropologica della tradizione sarda”.

“Scrivere attraverso il “pensiero sardo”, scrivere quindi “sardo”, significa quindi riattivare i meccanismi di conservazione delle memoria e della trasmissione di questi elementi alle future generazioni e, più in generale, affermare la presenza dinamica di un popolo che non è mai stato solo spettatore del proprio destino, nemmeno nei momenti di più alta criticità, circoscritti ai periodi delle dominazioni, dei quali portiamo segni tangibili, ma anche ricostruzioni di tessuto che hanno determinato cambiamenti e connotati poi ridefiniti e ricostruiti in chiave sarda Vogliamo valorizzare e recuperare l’insularità, la forza rimescolante del vento, l’orgoglio e la dignità del carattere isolano, il lavoro rimodellante del mare e il senso di abbandono dinnanzi alla sconvolgente bellezza dei grandi spazi e dei grandi silenzi, l’inquietudine incomprimibile della poesia e dell’essere luogo unico, luogo non comune, luogo “centro” fisico, geografico, ritmico del tempo e della storia”.

Con questo spirito anche il 5° concorso letterario intende ospitare e promuoverei seguenti indirizzi letterari:

Narrativa, Poesia, Racconti brevi, Saggistica, Didattica, Ricerche antropologiche/storiche/archeologiche-culturali, Ricerche sul passato delle comunità locali (paesaggi, abitudini, tradizioni, ecc.).

I vincitori dei precedenti concorsi letterari sono stati:

  • 1° Edizione del Concorso: “Il viaggio di Elau” di Barbara Figus, “In punta di penna” di Nino Melis, “Il Convento dei cappuccini” di Angela Cannas.
  • 2° Edizione del Concorso: “Storie di niente ed altri misteri” di Rosaria Verdicchio, “Solitudo” di Mariano Caredda, “Nel segno del Destino” di Dino Sodde.
  • 3° Edizione del Concorso: “Acrostici per l’Ogliastra” di Francesca Ligetta, “La Custode dell’Acqua” di Maena Delrio, “Bilinguismo e Diglossia a Tortolì, una ricerca sul campo” di Claudia Depau
  • 4° Edizione del Concorso: “Rosso” di Nino Melis, “L’anello delle spose” di Mariano Caredda, “Quando decidi direstare” di Daniela Pisu.

Il premio garantisce la pubblicazione gratuita del libro vincitore secondo i seguenti parametri:

1° classificato – proposta di contratto Editoriale con la ARS ARTIUM EDITRICE con la dotazione gratuita di 50 volumi dell’opera.

2° classificato – proposta di contratto Editoriale con la ARS ARTIUM EDITRICE con la dotazione gratuita di 30 volumi dell’opera.

3° classificato – proposta di contratto Editoriale con la ARS ARTIUM EDITRICE con la dotazione gratuita di 20 volumi dell’opera.

Verrà inoltre assegnato un certificato di partecipazione a ciascun finalista del concorso.

La partecipazione ha garantito spazio a tutti i narratori in lingua italiana residenti in Ogliastra o nati in Ogliastra, ed ora anche residenti in Sardegna che abbiano intenzione di scrivere un’opera letteraria, con ambientazione principale in Ogliastra o in Sardegna, attraverso i seguenti indirizzi letterari: poesia, romanzo, raccolta di racconti brevi, saggistica, ricerche antropologiche, ricerche storiche, ricerche archeologico/culturali, ricerche sul passato delle comunità locali (paesaggi, abitudini, tradizioni, ecc.).

L’opera deve essere originale, non premiata in altri concorsi e non già pubblicata in qualsiasi forma.

L’iniziativa culturale è stata promossa presso i Comuni e in particolare le biblioteche dei 23 comuni ogliastrini.

I termini di scadenza per la presentazione delle opere in concorso sono fissati al 30 Ottobre,

Per valutare le opere presentate è stata costituita una Commissione, che riunisce docenti e operatori del settore culturale:

Ogni forma di diffusione informativa e ancor più di fattiva partecipazione al Concorso letterario la Ars Artium editrice e l’Associazione “Forma e Materia” lo considera un contributo all’identità e alla conservazione della cultura sarda.

 

 

 

 

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi