Capitolo scuola ancora in dubbio in Sardegna per quanto concerne il rientro dopo le vacanze di Natale e l’emergenza Omicron.

«Non vedo la necessità di far rientrare gli studenti a scuola il 7 gennaio, potrebbero benissimo ricominciare il 10, ma solo se questi due giorni servissero a garantire un ritorno in sicurezza magari attraverso una campagna di screening a campione, altrimenti sarebbe solo un giorno di vacanza in più – ha detto l’assessore dell’Istruzione Andrea Biancareddu all’Ansa -. Sono perché la scuola rimanga aperta, ho sempre pensato che la didattica a distanza possa essere discriminatoria ma credo anche che sia più realistica una campagna a campione perché ultimamente si registra una carenza di tamponi».

Secondo Biancareddu è necessaria «una riflessione» ed è possibile «ipotizzare una limitazione dei servizi mensa», ma «in nessun modo possiamo pensare alla chiusura, prima di altri luoghi, della scuola, che non è il luogo dove avviene la maggior parte dei contagi, oltretutto a chiunque deve essere garantito il diritto allo studio, cosa che in certi casi la dad ha eliminato a causa di spazi ridotti nelle case degli studenti e non solo. Si continui nell’operazione di portare i non vaccinati a non avere alternative al vaccino».

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Lo sapevate? In Sardegna sino all’Ottocento viveva un piccolo roditore che poi si è estinto.

Il prolago sardo (Prolagus sardus) era un tipo di animale imparentato con lepri e conigli, viveva in Sardegna e in Corsica e si estinse probabilmente ai tempi degli antichi Romani, anche se si pensa che alcuni esemplari siano sopravvissuti anche fino al Settecento o all’Ottocento in alcune piccole isole, come Tavolara.

La struttura scheletrica completa di questo animale fu ricostruita nel 1967, grazie a numerosi ritrovamenti di ossa nella grotta di Corbeddu, in provincia di Nuoro: secondo gli scienziati doveva assomigliare a una via di mezzo tra un coniglio e un pica. Nel Neolitico era una delle maggiori fonti di cibo per gli abitanti di Sardegna e Corsica.

Si pensa che il prolago sardo si estinse a causa dell’introduzione sulle isole in cui viveva di nuovi predatori (come cani e gatti) e altri animali che avevano un’alimentazione simile alla sua, cioè conigli e lepri, da parte dei Romani. Può anche darsi che questi animali gli abbiano trasmesso virus a cui non si era adattato. L’immagine è una ricostruzione fatta a partire dai reperti ossei.

Era simile al pika, un altro piccolo mammifero a rischio estinzione che vive in Nord America, Asia ed Europa orientale.

 

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Quando diciamo che la natura si sbizzarrisce non possiamo non pensare ai fiordalisi del Supramonte, che sono apparentemente molto simili tra loro, hanno le foglie filiformi, molto simili a quella della Ferula ma a un’osservazione più attenta si notano differenze importanti soprattutto del fiore.

foto “La Flora della Sardegna”

Il fiordaliso di Baunei si chiama Centaurea filiformis ferulacea, e cresce esclusivamente nel Supramonte di Baunei, tra le rocce e sui dirupi, dal livello del mare fino ai mille metri.

Il fiordaliso di Oliena invece si chiama Centaura filiformis, filiformis, è più diffuso perché oltre che a Oliena si trova anche a Urzulei, Capo Figari e Tavolara, e si distingue da quello di Baunei perché ha un capolino più cilindrico e i fiori periferici sterili, mostrano 6 lacinie anziché 4.

A Dorgali si trova poi un fiordaliso che possiede caratteristiche delle altre due sottospecie. Ma senza andare a ricercare i più piccoli dettagli sapere che esiste un fiordaliso unico in un territorio così circoscritto fa capire quanti tesori custodisce la nostra terra.

foto “La Flora della Sardegna”

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Urzulei in lutto per la scomparsa di Francesco Secci.

Aveva 46 anni. I concittadini lo piangono tutti increduli. L’Amministrazione comunale ha pubblicato un post di cordoglio su Facebook:

«Increduli e costernati, consigliere e consiglieri comunali, amministratori e dipendenti del Comune di Urzulei si uniscono commossi al dolore di Veneranda, Domenico, Ennio, Roberta, parenti e amici tutti per la prematura scomparsa dell’amato Francesco Secci, persona buona e gentile, già consigliere comunale. Addio Francesco, possa la tua anima riposare in pace».

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

«La lenta e inesorabile agonia della sanità ospedaliera, specie nei territori periferici, richiede interventi immediati. Non ci si può rassegnare ai disservizi, alle discriminazioni e ai diritti negati. I sardi che abitano in Ogliastra, nei paesi dell’interno della Barbagia o del Sulcis Iglesiente devono potersi curare come quelli che risiedono nelle città o nelle zone più popolose. Tutti, indistintamente, hanno diritto alle cure e all’assistenza ma così non potrà essere se numerosi Comuni non hanno più un medico di medicina generale o, solo per citare gli eventi più recenti, a Lanusei chiudono i reparti di Pediatria e Cardiologia per carenza di medici».

Questo il contenuto di una lettera inviata dal consigliere regionale ogliastrino Salvatore Corrias (PD) ai parlamentari sardi.

«Le tante denunce, che nell’ultimo anno sono giunte dai politici, dai sindaci, dalle associazioni di pazienti e dallo stesso personale sanitario, non sono valse se non a individuare soluzioni momentanee, senza alcuna rassicurazione sul futuro per i pazienti e le loro famiglie. Siamo consapevoli che la mancanza di personale sanitario riguarda tutto il territorio nazionale e che la questione necessita di riflessioni ad ampio spettro che devono essere affrontate anche a Roma, non solo in Sardegna. Abbiamo perciò chiesto ai parlamentari sardi di fare fronte comune, al di là delle appartenenze, per trovare soluzioni urgenti a questo problema, perché la carenza di medici non può rappresentare un’ineluttabilità. Diventa necessario, e quanto mai urgente, disegnare strategie e modalità alternative a quelle vigenti che possano rendere attraente il servizio sanitario periferico quanto quello dei grandi centri e dei presìdi più prestigiosi, e tutelare così la salute e i diritti di tutti i cittadini. Confido che, avendo come noi a cuore il benessere dei cittadini sardi, accolgano il nostro appello».

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Il sostituto procuratore Andrea Vacca ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Giunta Regionale Christian Solinas, dell’assessora agli Affari Generali Valeria Satta e della capo di Gabinetto Maria Grazia Vivarelli.

La richiesta è stata depositata in questi giorni, come anticipato dal giornale Indip. L’atto non è stato ancora notificato agli interessati. Per il presidente è in piedi l’ipotesi di abuso d’ufficio, per l’assessora anche quella di tentata concussione.

La vicenda è quella delle nomine di due direttori generali avvenute nel 2019, quelle di Silvia Curto alla presidenza e di Antonio Pasquale Belloi alla Protezione Civile.

Secondo i pm la legge emanata dal Consiglio regionale nel dicembre del 2019 sarebbe servita a “coprire” la nomina dei dg esterni. Sul rinvio a giudizio dovrà decidere il Gup di Cagliari.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

La stagione balneare appare lontanissima e siamo costretti a stare a casa, è bello poter pensare di viaggiare anche solo con gli occhi e con la mente alla scoperta dei bellissimi borghi presenti nell’isola.

Così come nel resto d’Italia, anche la Sardegna, ha una lunga storia da raccontare attraverso vicoli antichi, Chiese ricche di storia e volti di persone scavati dal tempo.

Abbiamo selezionato per voi gli 8 borghi più belli della Sardegna. Non vi resta che impostare il navigatore satellitare della vostra mente, mettervi comodi sul divano e andare alla scoperta, con le nostre foto, di queste piccole perle sparse in tutta la Sardegna.

Castelsardo

Arroccato con lo sguardo rivolto verso il mare, Castelsardo è sicuramente uno dei borghi più affascinanti della Sardegna. I suoi vicoli medievali raccontano tutti i mille anni di storia a partire dalla sua fondazione. Da non perdere il Castello dei Doria, nella parte più alta della rocca.

Bosa

Questo coloratissimo borgo è unico in Sardegna. È infatti l’unico borgo fluviale dell’isola. Il fiume Temo, sul quale si affaccia la cittadina, è l’unico fiume navigabile della Sardegna. Le case che sembrano arrampicarsi sopra la collina fino al Castello di Malaspina sono un mosaico di colori incredibile, amatissimo dai pittori e dagli artisti. A pochi chilometri, sulla foce del Temo, si sviluppa Bosa Marina con la sua bella spiaggia.

Gavoi

Incastonato nel cuore della Barbagia Gavoi è uno splendido borgo, con vicoli intrecciati in cui è bello perdersi, in pieno inverno, tra le case in pietra e i fumi dei comignoli che spargono l’odore caldo della legna. Amatissimo da poeti e intellettuali di ogni tempo e provenienza, questo paese è famoso per il Festival letterario “Isole delle storie”, ma regala emozioni in qualsiasi stagione, magari davanti a un buon bicchiere di vino rosso e un tagliere di salumi e formaggi del territorio. Da non perdere assolutamente il pane locale, prodotto dalle signore con farina di semola e patate e cotto al forno dopo essere stato adagiato su una foglia di cavolo.

San Pantaleo

San Pantaleo è tutto ciò che non si immagina quando si pensa alla Costa Smeralda, eppure si trova proprio lì, nel cuore della Gallura. Il mare patinato di Porto Cervo e Porto Rotondo sembra lontanissimo in questo borgo gallurese di pietra dove tutte le stradine portano alla piazzetta principale, luogo idilliaco celebrato negli ultimi anni dai giornali di tutto il mondo. San Pantaleo è un invito a perdersi nella dolcezza di un tempo lento e rilassato, scandito da un aperitivo o un caffè in piazza e dalla cortesia della gente.

Carloforte

Una volta saliti sul traghetto da Portoscuso è come se vi lasciaste la Sardegna indietro per abbracciare un luogo unico nel suo genere. Carloforte: una vera isola nell’isola, con la sua lingua, i suoi colori, i suoi usi e costumi, il suo tonno, le sue focacce e il suo cascà. Sicuramente il luogo più esotico della Sardegna, dove si respira la commistione tra Liguria, Sardegna e Africa, coltivata dal suo popolo nei secoli, un popolo di grandi pescatori immerso nella cultura millenaria del mar Mediterraneo.

Orgosolo

Forse non sarà la “capitale” della Barbagia (quel ruolo spetta a Nuoro), ma Orgosolo è sicuramente il paese che rappresenta al meglio, sia in Sardegna che fuori dalla Sardegna, l’orgoglio barbaricino. Con le sue vie che sembrano un dedalo intricato, la possenti case in pietra e soprattutto i suoi murales, Orgosolo è una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Persone da tutto il mondo accorrono ogni anno in questo borgo per farsi raccontare dai suoi muri l’essenza più profonda della Sardegna. Orgoglio, rivendicazioni di giustizia, fratellanza tra i popoli e poesia: questo raccontano i muri di Orgosolo.

Villagrande Strisaili

Situato ai piedi del Gennargentu, ma con una splendida vista sul mare, Villagrande Strisaili è la porta d’accesso alla splendida Ogliastra. I suoi vicoli in pietra si inerpicano a metà strada fra la punta più alta dell’isola e i suoi mari più cristallini. La sua piazza principale, piazza Sennorigau, è una splendida terrazza che dalla montagna guarda il mare. Se passate di qui non dimenticatevi di assaggiare il prosciutto, senz’altro uno dei migliori insaccati della Sardegna.

Villagrande

Ph: Villagrande

Posada

Immerso a metà strada tra il bellissimo parco di Tepilora e le spiagge incontaminate che si sviluppano tra Orosei e Budoni, Posada è un bellissimo borgo arrampicato su una collina calcarea. Le casette bianche dai tetti rossi, sono sormontate dalla maestosa torre del castello medievale della Fava, simbolo dell’età giudicale, quando Posada si trovava al confine tra il Giudicato di Arborea e quello di Gallura, di cui era avamposto. Ma la storia di Posada è antichissima: questo centro abitato è infatti uno dei più antichi dell’intera isola.

Foto: Sardegna Turismo

 

 

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Sempre per il ciclo “Leggende spaventose e utili a tenere i bambini fuori dai guai”, troviamo quella de Mama e’ funtana, conosciuta anche come Maria Abbranca (o Branca), Maria Putzu (o Puzzu), Strega e’ funtana, Maria Pettenedda, Maria Farranka (o Farranca), Maria Mangrofa.

La Mama e’ funtana si può trovare frequentemente nei pozzi, ma è possibile constatarne la presenza anche presso i fiumi. È pronta, con la sua malvagità, ad agguantare per il braccio i bambini che giocano nei pressi dei posti che abita per trascinarli nell’acqua. I bimbi capricciosi – dice la leggenda –, quelli che non hanno ascoltato le raccomandazioni dei genitori, sono i suoi preferiti. Con il tempo il suo personaggio si è caratterizzato sempre più: pare si serva di un lungo braccio, simile a un uncino di ferro, per trascinare i poveri ignari cuccioli d’uomo tra le sue acque infauste. Inoltre sta in letargo in un bozzolo, mentre attende. Quando vede un bambino affacciato, si arrampica in modo lento ma inesorabile.

Secondo alcune versioni, i bambini così catturati vengono trasformati in maialini che pascoleranno nei tunnel sotterranei che furono scavati da Sos Origantes e dei quali Mama ‘e funtana si è autoproclamata regina.

In altre i bimbi sono divorati dalla donna.

In altre ancora, la figura leggendaria, custode di tutti i pozzi, protegge con molta attenzione la sorgente carsica de Su Gologone (a qualche chilometro da Oliena) e lì trascina i bambini meno ubbidienti.

“Maria Mangrofa – variante del nome in altre versioni della leggenda – era stata in passato una donna bellissima che fu sacerdotessa nel culto delle acque. Identificata nella trasmissione orale con la forza stessa dell’elemento della natura, Maria Abbranca venne con il tempo dotata di un braccio lunghissimo che afferrava i bambini per trascinarli, con l’ausilio di un uncino di ferro, nel cuore liquido della terra che abitava in silenzio. […] Mille milioni di bambini monelli riposano adesso sul fondo della grotta de Su Gologone: dove nemmeno lo speleo-sub francese fu in grado di arrivare e dove c’è chi ancora oggi assicura continui a vivere la temutissima madre” si legge a tal proposito nel libro “Alla scoperta dei segreti perduti della Sardegna” di Antonio Maccioni.

Certo è che i bambini vanno tenuti lontani da pozzi o da corsi d’acqua, se per farlo devono spaventarsi, beh, pazienza.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Domani – venerdì 31 dicembre 2021 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il Punto Vaccinale dell’aeroporto di Tortolì, si svolgerà un open day per la somministrazione di terze, seconde e prime dosi del vaccino anti-COVID 19.

La priorità sarà data ai prenotati, ma ci si può presentare anche senza prenotazione.

Si ricorda che per prenotare un appuntamento sono disponibili le seguenti modalità:

– On line dal sito Poste Italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it

– Tramite il Call Center 800 009966 (attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00)

– Presso gli ATM degli Uffici Postali

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

La Giunta Comunale di Jerzu ha approvato il progetto definitivo e esecutivo di riqualificazione degli spazi riservati al tennis a Sant’Antonio, in questo luogo simbolo e fortemente identitario per la comunità jerzese, con l’obiettivo di restituire alla collettività uno spazio non valorizzato in cui possa essere promossa la pratica dello sport, il benessere psico-fisico e l’aggregazione sociale.

I lavori dureranno meno di 60 giorni e inizieranno entro il prossimo mese di marzo.

L’intervento, ​ sul “campo alto”, ​ prevede il rifacimento delle opere edili necessarie per definire la nuova pendenza del campo da gioco, la realizzazione di un nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche, la realizzazione di un nuovo campo da gioco in Greenset, la posa di una nuova rete del campo da gioco di tennis, una nuova recinzione, la sostituzione dei corpi illuminanti per potersi ​ allenare, giocare e disputare gli incontri, anche in notturna.

Una curiosità: il Greenset è la superficie utilizzata in circa 600 tornei in tutto il mondo. Si giocano sul Greenset, tra gli altri, ​gli Australian Open di Melbourne, l’ATP Master 100 di Parigi-Bercy, i giochi Olimpici di Rio de Janeiro, l’ATP Finals di Londra 2020 e l’ATP Finals di Torino 2021. ​

La superficie risulterà​ essere né lenta, né veloce, ma adeguata per tutti i tipi di gioco, in estate come d’inverno e giocabile per tutti, principianti e giocatori più esperti; è impermeabile e si asciuga rapidamente. Non ha quasi bisogno di manutenzione e si potrà utilizzare anche in condizioni di umidità perché non è scivolosa.

L’amministrazione ha l’ambizione che a Jerzu, che da sempre vanta con orgoglio una tradizione, ​ per successi e numero di praticanti, nel calcio, nel volley, nell’atletica leggera e nella boxe nasca una scuola di tennis che veda i bambini, i giovani e gli adulti coinvolti nei processi di apprendimento e di formazione di questo sport meraviglioso.

Una volta terminati i lavori, il campo potrà essere certificato secondo le norme CONI, FIT (Federazione Italiana Tennis) e ITF (International Tennis Federation), per gare di livello nazionale.

Arrampicata sportiva, percorsi, trekking, ricettività, convenzione con Forestas, struttura della cosiddetta “colonia”… vi parleremo ancora, presto e spesso, di quel luogo magico, dell’anima e del cuore, che è Sant’Antonio.

 

 

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi