Doni e regali a favore dell’infanzia più povera. Ecco la Befana del Duce, celebrazione istituita dal fascismo in tutta Italia per il giorno dell’Epifania. Per la verità, già dagli inizi del ‘900, dunque prima dell’avvento della dittatura mussoliniana, ogni 6 gennaio erano parecchi i commercianti e le varie categorie professionali che raccoglievano doni in natura e denaro da destinare alle famiglie più bisognose.

Non fu dunque una novità assoluta, ma è sotto il fascismo che, dietro un ampio lavoro di propaganda demagogica, la Befana fascista, poi divenuta Befana o Natale del Duce, ebbe una diffusione più articolata. L’idea della Befana fascista nacque da Augusto Turati, politico e giornalista, in seguito segretario nazionale del Pnf, che ordinò alle Federazioni provinciali del Pnf donazioni da parte di commercianti, ma anche di industriali e agricoltori, in occasione della festa del 6 gennaio. La gestione sarebbe stata curata dalle organizzazioni femminili e giovanili del fascio.

Così ecco la prima Befana fascista, il 6 gennaio 1928. Un successo che comportò la riproposizione anche negli anni avvenire, nel corso del Ventennio fascista e dell’instaurazione della Repubblica Sociale Italiana, nel 1943. Nel 1934, poi, dopo la caduta in disgrazia di Turati, travolto da una campagna scandalistica, l’iniziativa assunse il nome di Befana o Natale del Duce.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Un gruppo di delfini si divertiva, esattamente un anno fa, a “danzare” nel mare ogliastrino, davanti alla suggestiva spiaggia de “La Capannina” di Arbatax.

Il bellissimo video è stato realizzato da Claudia Comida.

Ecco le immagini:

 

 

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Condizioni meteo avverse per neve e ghiaccio sulla Sardegna.

Per neve e ghiaccio, la Protezione Civile regionale ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse.

Dalla mezzanotte di oggi, mercoledì 5, sino alle 6 del pomeriggio di domani, giovedì 6 gennaio 2022, sulla Sardegna si prevedono infatti precipitazioni sparse sui settori centrale e settentrionale, isolate altrove (anche a carattere di rovescio o temporale) e nevicate, tendenzialmente al di sopra dei 650 metri di quota.

Date le temperature, su tutta l’Isola saranno possibili locali formazioni di ghiaccio sul manto stradale, anche sotto quota 650 metri.

Raccomandata dunque massima prudenza, limitando gli spostamenti in auto ai soli casi indispensabili, prestando attenzione al fondo stradale. Sconsigliato l’utilizzo di mezzi di trasporto a due ruote.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

 

In Sardegna, soprattutto nei territori più periferici, la carenza di medici è talmente grave che potrebbero non essere più garantiti i livelli essenziali di assistenza. Una situazione che non deve lasciare tranquille le aree metropolitane perché la chiusura o la rilevante riduzione dei servizi sanitari presenti nelle zone interne, determinerà il riversamento dei pazienti isolani nei centri ospedalieri di Cagliari e Sassari , non ampliati e adattati a fronteggiare questa evenienza.

L’allarme è lanciato dalla Cisl Medici dell’Ogliastra – un territorio dove l’emergenza è sanitaria è quotidiana e persiste da tempo – che ha messo a punto una proposta per fermare l’emorragia di medici e personale sanitario nelle zone periferiche, non solo nella Sardegna centro orientale, ma in tutti i territori disagiati e con forti carenze infrastrutturali.

Il documento sindacale – predisposto dai medici Giacinto Staffa, Valeria Aresu, Roberta Puddu e Giovanni Spanu – va subito al cuore del problema: “ La carenza del personale medico e del comparto sanità, sia a livello ospedaliero sia territoriale, rappresenta la più grande criticità: le tante ore in più di lavoro per maggiorazione di turni diurni e notturni, le ferie non godute, l’impossibilità di chiusura di turni mensili che non permettono un’organizzazione della propria vita extra-lavorativa, la carenza di tempo per il confronto e la formazione ecc, generano un sovraccarico di lavoro nei pochi colleghi rimasti in servizio che difficilmente può essere sorretto se non per brevi periodi, motivo per cui si assiste a frequenti dimissioni improvvise. Dai dati nazionali forniti dal Conto Annuale del Tesoro, nel 2019 il 2,9% dei medici ospedalieri (3123 medici), ha deciso di dare le dimissioni, alla ricerca di alternative meno stressanti. Possiamo solo immaginare cosa potrebbe accadere dopo la pandemia di Covid-19”.

Ecco le “linee guida” da seguire in via sperimentale in Ogliastra, ma che potrebbe essere sicuramente utile anche per tutto il resto dell’Isola, con l’obbiettivo di riuscire a reclutare professionisti per i centri periferici. Importante è cambiare approccio al problema sotto tanti punti di vista, “ Cercando di essere più attrattivi e garantendo benessere a 360 gradi al medico che decide di lavorare in Sardegna, ancor di più nelle aree periferiche”.

I problemi da affrontare sono i seguenti:

1)Indennità di provincia: studiare una forma di indennizzo quale elemento aggiuntivo della retribuzione; in Trentino Alto Adige varia da 600€ a 1500€ mensili a seconda della zona.

2)Prestazioni aggiuntive (PA): riportate alla dimensione di un fatto eccezionale non quasi la regola come oggi.

3) Ferie : garantite 6 settimane di ferie all’anno retribuite come previsto dal CCNL;

4)Formazione e aggiornamento continui;

5)Colloquio periodico e valutazione benessere psico-fisico del dipendente;

6)Collegamento informatico tra ospedali;

7)Team per l’acquisizione del personale;

8)Manifestazioni e tempo libero;

9)Circoli ricreativi ospedalieri;

10) Parcheggio ospedale e poliambulatorio;

11) Alloggio per forestieri;

12) Asilo nido aziendali e servizi di sostegno alla genitorialità;

13)Consultazione preventiva parti sociali;

14)Bando per medici italiani all’estero.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Seui dice addio allo storico barista Mario Mura, mancato oggi in ospedale, all’età di 83 anni.

Ancora vivo in noi il ricordo della sua bella chiacchierata con il nostro giornalista Roberto Anedda, durante la quale raccontò ai lettori di Vistanet la sua esperienza giovanile fuori dall’Ogliastra: «Avevo 17 anni – raccontava Mario – quando partii alla volta di Palermo, dove trovai lavoro in un negozio di alimentari. Ero abituato a lavorare fin da bambino nelle campagne di Seui. Ben presto però, per il servizio militare, presi la via di Orvieto, dove feci amicizia con un altro giovane anche lui richiamato alle armi: l’allora calciatore del Milan Giovanni Trapattoni».

«Ci fu la possibilità di poter lavorare alla Fiat, e così nel 1960 andai a Torino, dove trovai parecchi compaesani». Proprio in questa città, alla fine degli anni ’60, Mario mise su famiglia, insieme a sua moglie Veneranda Lai, anche lei seuese: lì sono nati e cresciuti i suoi figli, Fausto e Daniela. Ma nel 1976 ancora una partenza, questa volta con tutta la famiglia: in Brasile a Belo Horizonte, sempre per conto della Fiat.

Nel 1982, il ritorno in Italia, ma la “saudade” della Sardegna era forte, così Mario decise di licenziarsi dalla Fiat e di tornare nell’Isola. A Seui non c’erano le condizioni lavorative per far ritorno, così decise di aprire un Bar, prima in via Mameli, per poi acquistarlo definitivamente in via Giudice Chiano. Ancora oggi è presente il Bar Mario, portato avanti dai figli Fausto e Daniela.

Un uomo che mancherà molto alla comunità seuese, che conosceva il valore del lavoro e del sacrificio e che non si è mai piegato davanti alle difficoltà, restando sempre innamorato della sua Sardegna e dell’amata Seui.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Lo sapevate? Circa 15mila anni fa in Sardegna viveva l’elefante nano.

Per la precisione era un mammut sardo, un piccolo proboscidato vissuto in Sardegna e probabilmente anche in Corsica durante il Pleistocene. Era alto circa 150 cm al garrese. Il mammut sardo è l’unico mammut endemico d’Italia ed è stato ritrovato in diverse zone dell’Isola.

Resti fossili furono rinvenuti ad Alghero (Tramariglio), Gonnesa (Funtana Morimenta) e nel Sinis (Capo San Marco). Purtroppo i resti di questo animale sono piuttosto frammentari, infatti oltre a sporadici ritrovamenti di denti isolati, l’unico esemplare di cui possediamo parte dello scheletro è quello ritrovato a Gonnesa alla fine del 1800. Di esso sono stati recuperati alcuni frammenti degli arti, del bacino, alcune vertebre, costole e la mandibola. Parte dei resti è andata dispersa, altri sono finiti in musei esteri ed altri ancora in musei italiani. I calchi di buona parte delle ossa ritrovate a Gonnesa sono oggi esposti nel Museo dei Paleoambienti Sulcitani di Carbonia.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Le spettacolari cascate di Sothai di Villagrande si raggiungono dopo una camminata di un chilometro in mezzo a lecci e querce.

Lungo il sentiero – curato dall’Ente Foreste –, diversi tavolini in legno dove trovare ristoro, dove sedersi un attimo per respirare appieno la natura, dove riprendere fiato. All’arrivo, uno spettacolo unico: da una parete di granito, dopo una lunghissima discesa, le acque si riversano nel canyon Bau Vigo creando le famose cascate.

La immagini più belle delle cascate e del percorso:

 Guarda la gallery


 Escursione Sothai 27  


 

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Nel pomeriggio di quest’oggi la squadra dei Vigili del Fuoco di Tortolí è intervenuta a seguito di un incendio che interessava un’ autobetoniera che si trovava in transito in prossimità dello svincolo per il lago di Santa Lucia.

L’autista resosi conto delle fiamme sviluppatesi in prossimità del motore ausiliario per i servizi, ha immediatamente bloccato l’automezzo in attesa dei soccorsi.

Nonostante il rapido intervento della squadra dei Vigili le fiamme hanno aggredito la cabina di guida, distruggendola completamente.

Le operazioni di estinzione si sono completate con la bonifica dell’area interessata.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Bell’Anna Vinci compie oggi 100 anni.

A raccontarci di questa splendida centenaria di Busachi sono Pierino Vargiu e Angela Mereu del progetto “Centenari di Sardegna”.

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Foto di Pierino Vargiu

«Il suo particolare nome le viene dato in onore della nonna, che era originaria di Sinnai; tutti, però, la chiamano Anna. Appartenente ad una famiglia benestante ha potuto studiare fino al conseguimento della laurea. Ha un’ottima memoria e ricorda perfettamente avvenimenti della sua vita. Ha frequentato il Ginnasio ad Oristano e il Liceo Classico Dettori a Cagliari, ottenendo la licenza liceale nel 1939.

«“Frequentavo nella sezione B, un anno sono stata rimandata in storia dell’arte e in italiano, ma a settembre sono stata promossa” – racconta Bell’Anna Vinci in un video -. Laureata a Roma, ha insegnato lettere e filosofia in diversi paesi della Sardegna, a Tonara, a Macomer, a Bitti, a Busachi e, come ultima sede, a Oristano. Si stabiliva, sempre, nei paesi dove insegnava».

«“Ho iniziato ad insegnare mentre frequentavo l’università , il mio primo incarico lo ebbi a Macomer, in un istituto tecnico, avevo due classi maschili e due femminili” – prosegue la nonnina -. Racconta che secondo il giudizio degli alunni era severa, ma secondo lei no, era giustamente autorevole. Ha avuto come alunni anche diversi nipoti, ma è sempre stata imparziale, infatti una volta ha dato 7 in condotta a una nipote. Nel suo paese natale è stata la prima donna ad aver conseguito la laurea. Ricorda benissimo il titolo della sua tesi “Speculazione Filosofica di Platone”, anche se il suo filosofo preferito fosse Cartesio. Da quando è in pensione, d’estate, vive a Busachi, nella casa della sua infanzia e della sua giovinezza, mentre gli altri mesi dell’anno, li trascorre ad Oristano. Qui riceve le amiche di una vita con le quali si intrattiene a chiacchierare e a ricordare i vecchi tempi».

«Ha un bellissimo cagnolino, Lola, un bassotto nano che le sta sempre accanto, Lola le dà tanto amore e ne riceve altrettanto. Signora Anna gode ottima salute, attenta a tutto ciò che capita, attiva, partecipa ad
eventi culturali. Ha avuto una sorella che è deceduto un mese prima di compiere 101 anni . E’ coetanea di un altro centenario del suo paese, Francesco Palmas il quale, in occasione del centesimo compleanno della dolce e gentile signora Anna, le ha dedicato questa bella poesia:

A Bell’Anna Vinci

Bell’Anna Vinci, sa tua presenzia,
famosa, distinta e cordiale,
conquista su campu mondiale
pro sa centenaria esistenzia.

Aurellada in sa capitale
Ue as tentu breve residenzia.
S’operadu de s’alta tua iscenzia
Passede a s’istoria immortale.

Tenese ancora un unicu fedale
De edade a pagu differenzia
Chi t’augurada chi cantu as in brama
Du realizzes cun gloria digna,
lasses a sos posteros bona fama
pro onure nostru, tue e de sa Sardigna».

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Vedere oggi bimbi di pochi anni con in mano uno Smartphone, isolati e in un mondo totalmente virtuale, mette quasi tristezza. Specie se pensiamo che, a quell’età, gli adulti di oggi si divertivano con parecchio di meno. Bastava un gessetto e un sasso piatto: e sotto con i pomeriggi di puro divertimento fra amici, nelle vie dei rioni storici.

È il gioco della “campana”, a Cagliari noto come “pincaro” o “pincareddu”, letteralmente “piede zoppo”. I bimbi degli anni ’70, come si vede in questa foto, si divertivano così. Gessetto per disegnare lo schema sul terreno, costituito generalmente da una decina di caselle rettangolari. Queste sono numerate progressivamente e si susseguono regolarmente in fila indiana, salvo un paio di blocchi composti da due caselle affiancate.

Il giocatore lancia nella prima casella il proprio sassolino. Il sassolino deve atterrare all’interno della casella senza toccare nessuna linea o uscirne fuori. Il giocatore quindi saltella su un solo piede di casella in casella lungo tutto il percorso, ma senza mai entrare nel riquadro in cui è presente il suo sassolino.

Poi, dall’ultima casella del tracciato, ovvero la base, anch’essa di forma rettangolare oppure a semicerchio, il giocatore deve girarsi per completare il percorso rifacendolo a ritroso.

Il secondo giocatore lancia la sua pietra nella casella numero due e così via. Vince chi per primo visita con il proprio contrassegno tutte le caselle, completando ogni volta il percorso.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis