Un delfino ha “preso la residenza” nella spiaggia del Poetto.

Da giorni si aggira nelle acque placide e calme della Prima fermata, interessate da decine di giorni consecutivi di bonaccia.

Il cetaceo gioca in acqua a poche decine di metri da riva e viene immortalato con grande maestria dal drone di Alessandro Guidi. I suoi video pubblicati su Instagram (account: @aleguidi3) fanno decisamente sognare.

L’articolo (VIDEO) Magica Sardegna. Delfino danza nell’acqua cristallina: i video di Ale Guidi sono mozzafiato proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

La storia di Francesco Serra noto “Chicheddu” di Talana è una storia molto dolorosa.

Aveva appena quattro anni quando scomparve dalle campagne del paese il 30 marzo del 1928. Questa vicenda anche se sono passati oltre novant’anni è ancora capace di mettere i brividi, e nessuno avrebbe potuto immaginare quello che realmente fosse successo se non quando “Chicheddu” fece rientro nella sua terra natia, quarant’anni dopo.

Il bimbo di Maria Agostina e Anania, fu rapito quel giorno di primavera per poi passare in mano a dei cammellieri del Nord Africa che infine lo vendette a una tribù di beduini nomadi.

Questi praticavano l’allevamento e vivevano nell’oasi di Cufra nel deserto della Libia, dove il piccolo Annuf – il nome scelto dai suoi nuovi genitori per il bimbo ogliastrino – affrontò un’infanzia dura e di stenti. Una sorte diversa dagli altri due figli della coppia, che “Chicheddu” non ricordando il suo passato, pensava fossero suoi fratelli.

Ma un giorno, il ragazzo conobbe la verità dalla nonna beduina, l’unica persona che gli aveva dimostrato affetto in quel luogo, in punto di morte. Con le ultime forze e un filo di voce, l’anziana Fatma gli rivelò che non era figlio di Alì e Uarda, ma era stato rapito in Italia e poi venduto. Gli restituì una medaglietta che “Chicheddu” portava al collo quando giunse in Africa, nella quale c’era inciso un nome, Giuseppe Di Bello, e gli consigliò fi fuggire.

Il ragazzo, a quelle parole, si diresse nel deserto dove unendosi a un gruppo di carovanieri arrivò in Egitto. Qui incontrò un plotone di soldati inglesi diretti a Tripoli, a cui raccontò la sua storia, che lo presero con loro, ma la malasorte era ancora in agguatto.

Infatti dopo oltre un migliaio di chilometri, arrivati a Misurata i militari britannici mentre allestivano l’accampamento saltarono in aria. Infatti il terreno scelto era un campo minato, ma il destino volle che “Chicheddu” e un soldato inglese si salvarono.

L’ogliastrino giunto a Tripoli, dopo varie peripezie, riuscì a imbarcarsi per l’Italia su una nave mercantile – da clandestino – grazie all’aiuto di un commerciante lombardo.

Approdato in Sicilia, qui gli vennero prese le impronte e scattate le foto segnaletiche, ma non fu trovato niente di utile per risalire alla sua identità. Intanto Annuf, fu ribattezzato Giuseppe Di Bello e in terra sicula fu da subito accolto con tanto affetto e il vescovo di Siracusa si impegnò a fargli avere un’identità fittizia.

Passarono gli anni ma in “Chicheddu” cresceva la volontà di conoscere quali fossero le sue origini, nonostante nel frattempo si fosse sposato con Anna Barbagallo, una giovane siciliana che sposò nel 1962.

L’uomo così si rivolse al periodico Famiglia Cristiana, e dalle pagine della rivista lanciò un appello per scoprire la sua vera identità. Il tentativo non andò a buon fine, ma Giuseppe – come si chiamava all’epoca – non cedette e contattò la testata giornalistica Stop.

Una copia del giornale, sulla quale era presente una fotografia dell’uomo, arrivò fino a Talana e venne letta dai fratelli Serra che  riconobbero il familiare per un particolare anatomico.

Michele Serra, più anziano del fratello scomparso, nel 1966 si recò a Siracusa per un incontro. A questo ne seguì un secondo a Roma e il 25 settembre del 1967, a quasi 40 anni dopo il rapimento.

In seguito per “Chicheddu”, a quasi 40 anni dopo il rapimento, ci fu il tanto atteso ricongiungimento con la famiglia nel paese ogliastrino. Il bimbo scomparso diventato uomo, fu accolto da tutto il paese e immediatamente gli ritornarono alla mente dei dettagli del piccolo borgo che nessuno poteva sapere se non era nato nel luogo e vissuto negli anni venti.

Infatti ricordava dei dettagli, che ristrutturazioni successive, avevano reso mancanti nella fontana “Sa Carrera”. Inoltre anche quando menzionò l’usanza di appendere le carcasse degli animali macellati al grande leccio del paese, allora nessuno ebbe più dubbi che si trattasse del bimbo scomparso nel lontano 1928.

Purtroppo, “Chicheddu” al suo ritorno non ritrovò l’abbraccio tanto sperato del padre e della madre, il primo morto da tempo e la seconda appena pochi anni prima. Questa però non si rassegnò mai al fatto che fosse morto e sentiva nel profondo del suo cuore che fosse in vita, tanto da farsi promettere dai propri figli in punto di morte di non perdere mai la speranza di ritrovarlo.

Solo nel 1973, la Corte d’appello di Cagliari sancì in maniera definitiva l’identità dell’uomo.. Per arrivare a questo risultato la famiglia d’origine si batté con tenacia nelle aule di tribunali e “Chicheddu” si sottopose a tanti esami medici.

A tal proposito una perizia fu decisiva, quando ancora l’analisi del DNA non esisteva, una particolare patologia di cui soffriva tutta la famiglia Serra e lo stesso uomo dall’accento siciliano, sancì che si trattava veramente del bimbo scomparso.

Francesco Serra per una decina d’anni visse a Cagliari, ma venendo a mancare il lavoro, fece ritorno a Siracusa, dove è morto nel 2011. “Chicheddu” ha sempre mantenuto però un forte legame con i familiari rimasti a Talana e sentiva un forte attaccamento con la sua terra natia, la Sardegna.

L’Amministrazione comunale qualche hanno fa ha voluto ricordare la vicenda del proprio compaesano con varie iniziative, per non dimenticare e tramandare ai posteri questa incredibile storia di resilienza.

Non si è mai saputo chi sia stato a strappare alla propria terra il bimbo ogliastrino.

 

 

L’articolo La storia di Chicheddu, il bimbo rapito a Talana e ritornato dopo 40 lunghi anni proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

La ricetta: carciofi in verde, un piatto ideale come contorno, perfetto anche come secondo.

I carciofi sono ortaggi utili per il fegato, che aiutano ad eliminare le tossine e favoriscono la diuresi. Si possono cucinare in tanti modi, oggi li proponiamo in fricassea.

 

Ingredienti

6 carciofi

Olio extravergine d’oliva

Mezzo bicchiere di vino bianco

Prezzemolo tritato

Uno spicchio d’aglio

Limoni

Sale

 

Preparazione

Pulite i carciofi ed eliminate le foglie esterne più dure. Tagliate la parte con le punte e eliminate la barba interna. Tagliate i cuori a spicchi e dividete i gambi. Immergete il tutto in acqua con succo di limone. Fate rosolare in una padella lo spicchio d’aglio schiacciato. Aggiungete i carciofi scolati e fateli rosolare. Sfumate con il vino. Aggiungete il prezzemolo tritato, aggiustate di sale e aggiungete un po’ d’acqua. Cuocete a fuoco basso con il coperchio per circa 20 minuti, aggiungendo se necessario un po’ di acqua in cottura. Servite i carciofi caldi con una bottiglia di Monica.

L’articolo La ricetta di oggi: carciofi in verde, un contorno di stagione di tante tavole sarde proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Oggi festeggia il compleanno una carissima e bella signora: Sara Cara.

Nata a Bari Sardo in via Roma il 26 gennaio 1920 da Giuseppina Usai Serra e Raffaele Cara.

E’ un compleanno molto speciale: oggi Tzia Sara festeggia i suoi 102 anni a Nuoro, dove attualmente vive. Sara Cara è la sorella di Berto Cara, conosciuto poeta e scrittore bariese a cui è stata dedicata la biblioteca di Bari Sardo. Nella sua vita è stata un’eccellente insegnante elementare, sino a quando andò in pensione nel 1977.

Il marito Nino Moncelsi venne a mancare a soli 46 anni, nel 1968, lasciandola crescere da sola sette figli. Ha una sorella di nome Jole nata del 1923. Sia Sara che Jole, godono di buona salute e sono molto legate a Bari Sardo,
il loro paese natio e amano spesso ricordare tanti  episodi legati alla loro giovinezza.

Ringraziamo Gabriele Lai per la foto e per le informazioni. 

 

L’articolo Bari Sardo in festa per i 102 anni della maestra Sara Cara proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

Passeggiare  a “Gairo Vecchio”, il paese ogliastrino colpito dall’alluvione del 1951 e in seguito abbandonato, provoca un senso di tristezza e turbamento.

Mentre ci muoviamo in rispettoso silenzio tra le antiche mura di scisto e granito, percorrendo gli antichi selciati, sembra quasi di vivere un viaggio nel tempo e ritornare a quando il “cuore” del centro montano ogliastrino ha smesso di battere.

Con la mente, proviamo a immaginare quando le case e le strade erano piene di vita, impregnate dei rumori e del vociare quotidiano.

Ora la “Ghost Town” più famosa della Sardegna è avvolta dal silenzio e un’aura di mistero.

Ecco i video e le foto realizzati questa mattina.

 

L’articolo (FOTO e VIDEO) Ogliastra, il fascino di Gairo Vecchio: la “ghost town” più famosa della Sardegna proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Nell’ambito dei controlli volti a contrastare i traffici illeciti, i funzionari ADM in servizio presso gli aeroporti di Cagliari-Elmas, Alghero e Olbia, in sinergia con i militari della Guardia di Finanza e con il personale della sicurezza aeroportuale, nel corso dell’anno 2021 hanno fermato e sottoposto a controllo numerosi viaggiatori in partenza, che hanno nascosto nei bagagli ciottoli, sabbia e conchiglie provenienti dai litorali sardi, in violazione della Legge Regionale.

A fronte di 22 sequestri eseguiti presso l’aeroporto di Cagliari-Elmas, sono stati rinvenuti 5.341 pezzi tra conchiglie e ciottoli e 31 Kg di sabbia. Presso gli scali di Alghero e Olbia, invece, sono stati scoperti oltre 100 Kg tra sabbia, ciottoli e conchiglie a fronte di 39 sequestri.

La quasi totalità dei passeggeri ha dichiarato di ignorare la normativa ambientale. Per tali violazioni è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, oltre al sequestro del
materiale illecitamente prelevato. Con la campagna di comunicazione “Portala nel cuore”, messa in campo da ADM e Regione Sardegna durante la stagione estiva 2021, ampiamente diffusa in porti, stazioni ferroviarie e aeroporti, si è cercato di sensibilizzare i viaggiatori sul tema del rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema marino informando anche sulle pesanti sanzioni previste dal Codice della Navigazione e dalla Legge Regionale per chi asporta dai litorali sabbia, conchiglie e ciottoli.

La strategia comunicativa, seppure non abbia fatto desistere alcuni vacanzieri di ritorno nei loro paesi di origine dalla tentazione di portare con sé ricordi della Sardegna, testimonia l’impegno di
ADM anche per la salvaguardia dell’ambiente e la cura del territorio.

L’articolo 130 kg di sabbia e migliaia di conchiglie sequestrati ai turisti negli aeroporti della Sardegna proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

È stato il senatore sardo di Forza Italia Ugo Cappellacci a inaugurare per primo il seggio “drive in” per l’elezione del presidente della Repubblica.

Risultato positivo e praticamente asintomatico fatta eccezione per un lieve raffreddore, Cappellacci ha votato in isolamento dopo aver affittato un’ambulanza ed essersi recato al seggio speciale.

Una modalità studiata appositamente per salvaguardare la regolarità del voto per l’elezione del capo dello Stato e per fare in modo che non ci fossero troppe defezioni.

In serata il coordinatore regionale del partito fondato da Silvio Berlusconi ha pubblicato un video per fare alcune precisazioni e per rispondere a quanti hanno parlato di “privilegio”.

L’articolo (VIDEO) Cappellacci, positivo al Covid è il primo nella storia a votare per il Quirinale dal seggio “drive in” proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Le tuniche esterne sono dorate, mentre l’interno e bianco. Sono dolci e si prestano per moltissime preparazioni e ricette, hanno un gusto così delicato che si possono anche aggiungere crude nell’insalata.

Hanno una forma un po’ schiacciata e sono particolarmente grandi, una sola può arrivare a pesare anche un chilogrammo. Ritratte nelle sculture inconfondibili e nei bellissimi dipinti dell’artista Giuseppe Carta, banarese, non esistono in nessun altra parte del mondo. Ma qual è il loro segreto?

«Ciò che conferisce quel gusto unico e la dimensione delle cipolle è una combinazione particolare di clima e caratteristiche del terreno – spiega Luciana Sassu, presidente della Pro Loco di Banari- la terra argillosa è particolarmente fertile, e il clima con l’escursione termica tra il giorno e la notte contribuisce a renderle diverse da tutte le altre».

La semina avviene ad agosto, sul terreno preparato con letame e abbondanti innaffiature. Dopo circa 60 giorni le piantine vengono spostate dal semenzaio e trapiantate. Mentre la raccolta avviene nel luglio successivo.

«I semi vengono da piante che si tramandano da centinaia di anni, dunque il patrimonio genetico dei semi è antico e tipico di Banari – aggiunge Luciana Sassu – anche volendo piantare i semi in altri luoghi le cipolle non avrebbero quelle caratteristiche».

Da oltre dieci anni a Banari, a luglio proprio, nel periodo della raccolta, si tiene la Sagra della cipolla, che a causa della pandemia, lo scorso anno non si è potuta svolgere. «Speriamo di riuscirci quest’anno – conclude la presidente della Pro Loco – intanto auspichiamo che l’Amministrazione di Banari avvii le procedure per l’attestazione De. C.O., la Denominazione Comunale di Origine. Un riconoscimento che il Comune può attribuire per tutelare questo prodotto agroalimentare del nostro territorio e favorirne la promozione».

L’articolo Lo sapevate? In Sardegna cresce una cipolla che non esiste in nessun altro luogo proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

bosco-niala-foto-donatella-milan (2)

La foto di oggi è stata scattata da Donatella Milan a Ussassai.

Quattro splendidi scatti del bosco incantato di Niala, un luogo magico tra i più belli d’Ogliastra.

Invia le tue foto più belle alla mail redazione@vistanet.it ( indicando il nome del fotografo e del luogo immortalato).

Le più significative saranno pubblicate sul nostro giornale.

Niala – Foto di Donatella Milan

Niala – Foto di Donatella Milan

Niala – Foto di Donatella Milan

Niala – Foto di Donatella Milan

 

L’articolo Le foto dei lettori. Il bosco incantato di Niala a Ussassai negli scatti di Donatella Milan proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

Un nutrito branco di mufloni ripresi mentre si muovono su un terreno roccioso nella zona di Perda de Liana, nel territorio di Gairo.

Con la loro eleganza e bellezza questi splendidi animali vivono selvaggi nelle foreste e radure in una delle zone più belle della Sardegna.

Ecco le immagini del video realizzato da Cristian Mascia, che ringraziamo per averle condivise con noi.

 

 

 

L’articolo (VIDEO) Ogliastra, un branco di mufloni nella zona di Perda de Liana proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda