Il Festival Red Valley, sarebbe pronto traslocare a Olbia.

L’evento musicale, nato nel 2015 ad Arbatax che ha avuto come teatro le Rocce Rosse, dalla prossima estate dovrebbe essere organizzato in Gallura – tra il 12 e 15 agosto – dopo le battute d’arresto degli ultimi due anni a causa della pandemia e le conseguenti restrizioni.

Red Valley diventato in pochi anni una delle manifestazioni più importanti nel suo genere, salutarebbe l’Ogliastra con un obiettivo ben preciso, come affermano gli organizzatori dell’agenzia Magma Events: «Nell’ottica di far crescere il festival siamo valutando di organizzare la prossima edizione del Red Valley ad Olbia. Siamo in stretta collaborazione con il comune gallurese per riuscire nel nostro intento, e per questo ringraziamo il sindaco Settimo Nizzi e l’assessore al turismo Marco Balata».

«In questi anni prima dello stop a causa della pandemia – continuano  i componenti dell’agenzia – abbiamo lavorato bene in Ogliastra dove l’evento ha visto la luce e si è affermato con grandi numeri».

«Il nostro non è un addio, anzi, insieme all’Amministrazione comunale di Tortolì stiamo lavorando alla realizzazione di una manifestazione della stessa importanza del Red Valley, che si svolgerà nel mese di luglio», concludono gli organizzatori.

 

 

 

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

In Sardegna da domani arriva il forte vento, fino a burrasca e forti mareggiate.

A diramare l’allerta meteo è stata la Protezione Civile, attraverso un comunicato. Come sottolinea la nota ufficiale, arriveranno forti venti di Maestrale su tutta l’Isola e mareggiate sulle coste esposte Ovest, a partire delle 12 della giornata di lunedì 31 gennaio e martedì 1 febbraio 2022.

La Protezione Civile invita: “Massima prudenza se ci si trova alla guida di un’automobile o di un motoveicolo in quanto, specie in presenza di forti raffiche laterali, esse tendono a far sbandare il veicolo.

Prestare particolare attenzione nei tratti stradali più esposti, come quelli all’uscita dalle gallerie e sui viadotti. Inoltre è opportuno evitare la circolazione con mezzi telonati e caravan. Sulle zone costiere, alla forte ventilazione è associato il rischio mareggiate, in particolare se il vento proviene perpendicolarmente rispetto alla costa.

Per questo: prestare la massima cautela nell’avvicinarsi al litorale o nel percorrere le strade costiere evitando la
sosta sulle strutture esposte a mareggiate. Evitare la balneazione e l’uso delle imbarcazioni”.

 

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Macabra scoperta in Gallura, nel territorio del Comune di Aglientu.

Sono stati ritrovati alcuni resti umani nel primo pomeriggio di oggi nei pressi del rio Vignola – come riporta ANSA -.

Gli inquirenti non escludono si possa trattare dei resti di Silvana Gandola, la 79enne scomparsa il 28 marzo 2021.

A fare il ritrovamento sono stati dei cacciatori, che inoltre nelle vicinanze hanno individuato una borsa con dei documento di identità.

Sul posto i carabinieri del Nucleo investigavo della Compagnia di Tempio Pausania.

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Cartoline dal passato.

Questa foto, datata 1917, era appartenuta alla collezione di Francesco Melis, venuto a mancare negli anni scorsi, ed era poi passata poi all’archivio di Gianfranco Loi che ce ne ha fatto dono e che ringraziamo.

Presenti, tra le altre persone, Paola Cuboni, Paola Melis, Giuseppina Piroddi, Luigi Melis.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

La Corte costituzionale, con sentenza n. 24 del 28 gennaio 2022, ha dichiarato illegittima gran parte della legge regionale Sardegna sul nuovo piano casa.

La Corte ha citato 21 dichiarazioni di illegittimità, 3 di inammissibilità e 13 di non fondatezza.

«La pronuncia della Corte costituzionale è ampia e complessa e potrà esser data una valutazione più puntuale solo dopo un esame più approfondito – osserva il Gruppo di Intervento Giuridico, tra i primi a dare la notizia della pronuncia e da sempre contrari alle nuove norme – tuttavia, a una prima lettura necessariamente rapida, sembra proprio che le disposizioni fondamentali del c.d. nuovo piano casa siano state “cassate”. Niente aumenti volumetrici nella fascia costiera, nessuno stravolgimento del piano paesaggistico regionale (P.P.R.)».

«Poche settimane fa la Corte costituzionale aveva fatto un bel regalo di Natale a tutte le persone che credono che il futuro sia nella salvaguardia dell’ambiente, il bene più prezioso che abbiamo – osserva ancora il Grig -. Infatti, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 257, depositata il 23 dicembre 2021, aveva dichiarato illegittimo l’art. 1 della legge regionale 13 luglio 2020, n. 21, che avrebbe consentito, attraverso un’assurda interpretazione autentica fatta dall’attuale Giunta regionale, la riscrittura del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) approvato nel 2006 (cioè 15 anni fa) nelle sue parti fondamentali (fascia costiera, zone agricole, beni identitari). In estrema sintesi, in base alla legge regionale “cassata” l’Amministrazione regionale Solinas avrebbe potuto rivedere a proprio piacimento la disciplina contenuta nel piano paesaggistico nella fascia costiera, nelle aree agricole e in relazione ai beni identitari, per esempio aumentando volumetrie ed eliminando norme di conservazione integrale, come più volte annunciato».

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

In Sardegna esistono diverse tipologie di ravioli, ma i culurgiones sono sicuramente la pasta ripiena per eccellenza. La semplicità degli ingredienti e la particolare tecnica di chiusura hanno contribuito a determinarne la fortuna, tanto da ottenere qualche anno fa l’IGP Culurgionis d’Ogliastra, non senza un iter fatto di discussioni rispetto all’impiego di certi ingredienti e sulla denominazione stessa.

Oggi ne parliamo con Paolo Solinas, gastronomo di Seneghe.  

«In lingua sarda il termine culurgione tuttavia è generico, in quanto significa semplicemente  ‘raviolo’. È il suo ripieno a determinarne la specificità, così come la zona di riferimento e la forma della pasta considerata. I culurgiones sono caratterizzati da un involucro di pasta di semola che avvolge un ripieno. La pasta tradizionale In Sardegna è fatta di sola semola, acqua e sale, mentre non è usuale preparare la pasta all’uovo» spiega Solinas.

«Non potendo riportare una ricetta esatta e rappresentativa dei culurgiones dell’Ogliastra in toto, analizziamo una vecchia e particolare ricetta tratta dal libro La Cucina dei Sardi (1975), di Marilena Cannas. Ci tengo a sottolineare che non considero questa ricetta quella esatta, bensì utile nel proseguo della spiegazione:

Ingredienti: patate, viscidu (formaggio secco acido salato), formaggio pecorino, grasso di bue, cipolle, menta, aglio. Si cuociono le patate con la buccia; a cottura ultimata si sbucciano, si schiacciano e si lavorano per bene con il viscidu e molto pecorino sardo grattugiato. Non occorre il sale, essendo su viscidu già di per sé salato. Si aggiunge un soffritto di cipolle fatto con grasso di bue, uno spicchio d’aglio e menta selvatica tritati sottilmente. Se ne fanno delle pallottole che si pongono su dischi di sfoglia, ottenuta impastando la farina con acqua tiepida un po’ salata.

Un punto curioso nella ricetta è la presenza del grasso di bue nella preparazione, notoriamente poco impiegato nella cucina sarda, in cui era prevalente l’olio di oliva o il grasso di maiale.

Un altro ingrediente particolare dei culurgiones tradizionali è su vìscidu. Si tratta di latte di capra o di pecora cagliato, lasciato inacidire e messo sotto sale» spiega Solinas.

 

 

Preparazione de su viscidu: https://www.youtube.com/watch?v=nqqUEflTZXA&feature=emb_logo

 

La chiusura dei culurgiones può essere a spiga (spighighedda) o ripiegando il raviolo semplicemente su sé stesso (a oru).

La prima tecnica è quella tradizionale che solo mani esperte sanno realizzare. Essa consiste nel tenere nella mano debole il disco di sfoglia con sopra il ripieno e con il pollice e l’indice della mano forte si uniscono i lembi della pasta, pizzicandoli e unendoli, formando in questo modo un raviolo la cui chiusura richiama la forma della spiga di grano.

La chiusura a spighitta: https://www.youtube.com/watch?v=OLJhLi5i160&feature=emb_logo

Questo modo di chiudere i ravioli potrebbe avere origine da riti primitivi di ringraziamento per la fertilità dei suoli che producevano il grano necessario per la vita o per evocare la particolare propensione dei suoli sardi alla coltivazione del grano.

All’interno della stessa Ogliastra, le modalità di preparazione possono differire. In alcuni paesi era abitudine l’utilizzo de su seu (grasso di vitello o manzo fresco) al posto dell’olio di oliva, in altri veniva esaltato il gusto della cipolla a discapito del formaggio, impiegandone maggiori quantità nel ripieno. In certe zone, sos culurgiones pare si consumassero solamente il 2 novembre in occasione de Sa die de is mortos, e questa tradizione è sopravvissuta fino agli anni Settanta circa.

Anche le dimensioni e la forma stessa potevano cambiare. Se in determinati areali la dimensione era ridotta al di sotto dei 5 cm, in altri erano soliti essere più grandi.

I ravioli, una volta pronti, vengono immersi in acqua bollente, cotti qualche minuto e, man mano che risalgono in superficie, scolati e conditi.  Il condimento tradizionale è la salsa di pomodoro e pecorino. Poi chiaramente esistono tante modalità di riempimento e personalizzazione della pasta» conclude Solinas.

 

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis

L’Ogliastra si conferma terra di longevità.

Oggi il paese di Perdasdefogu è in festa: tzia Maria Brundu ha spento centodue candeline.

Un tripudio di fiori e l’affetto della comunità foghesina, per l’ultracentenaria ogliastrina.

La nonnina, vedova dal 1978, ha lavorato duramente nella sua vita è ancora lucida e gode di buona salute.

 

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Nello giornata odierna, abbiamo ammirato uno scorcio di Porto Frailis.

Nonostante il cielo plumbeo che si specchia sul mare placido, la spiaggia ogliastrino conserva il suo fascino intatto.

Ecco le immagini del video girato nella località di Arbatax.

 

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

Vasto incendio in fase generalizzata dei capannoni nella zona industriale di Macchiareddu.

Dalle 17:30 circa, le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Cagliari, che interessa due compartimenti del deposito dell’azienda, che fornisce servizi di distribuzione e logistica.

Le squadre stanno operando per contenere e spegnere l’incendio. Attualmente sono impegnate sei squadre, con autopompa serbatoio, autobotti e carro aria, automezzo dedicato al ricambio degli autorespiratori – ricaricati di aria nell’apposito laboratorio della sede centrale di viale Guglielmo Marconi- .

Partecipano all’attività operativa anche due squadre del distaccamento aereoportuale di Cagliari Elmas con una kilolitrica e un automezzo antincendio aeroportuale.

Al momento nessuna persona risulta coinvolta. Sul posto anche il Funzionario tecnico di servizio e il Comandante. Presenti anche i Carabinieri del Comando Stazione di Macchiareddu e di Iglesias.

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Fonte: Ogliastra News Roberto Anedda

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Com’erano le feste in Sardegna nel 1955? Un raro e bellissimo documentario dell’Istituto Luce ce lo racconta.

Le immagini del regista Fiorenzo Serra e la voce narrante di Luca Pinna descrivono alcuni momenti di festa nei paesi del centro Sardegna.

Mamoiada, Sorgono, Lula, le cui celebrazioni vengono raccontate in questo video, si fermavano per festeggiare i propri Santi.

Gli abiti tradizionali indossati da donne e uomini, i tornei di murra, i banchetti, i balli e i voti religiosi: molte tradizioni non sono cambiate, per fortuna, ma in queste immagini si può assaporare un gusto decisamente più autentico.

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Fonte: Ogliastra News Mario Marcis